Bizzozero e il 2012 che non tornerà: «Voto inutile. Galbiati ha già vinto»

Verso le elezioni Il centrodestra attende le decisioni di Fratelli d’Italia, centrosinistra diviso. Come nell’unica volta in cui la Lega è stata sconfitta. L’ex sindaco: «Il Pd ha ragione sul simbolo»

È il 2024, eppure sembra tanto il 2012, politicamente parlando, con il centrodestra che minaccia di presentarsi diviso e le opposizioni che parlano di fare fronte comune sotto una bandiera rigorosamente civica.

Quella fu l’unica volta, in trent’anni, in cui la Lega non vinse a Cantù, messa in minoranza dalla storica vittoria di Claudio Bizzozero per Lavori in Corso, che ebbe la meglio al ballottaggio contro l’oggi sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. Ma, apparenze a parte, tutto è cambiato da allora. E Bizzozero non ha dubbi: «A Cantù non esiste nessuna possibilità di partita. Il sindaco ha già un nome ed è Alice Galbiati, espressione di forze politiche che neppure tutte la volevano. Da ex sindaco le faccio sinceramente i miei migliori auguri, perché una persona che decide volontariamente di fare altri cinque anni di penitenza va ammirata. Il resto è solo inutile contorno».

Candidature

Non è più sindaco, si è allontanato dalla politica cittadina, ma i toni fiammeggianti sono sempre gli stessi. Tutto tace dopo l’annuncio della Lega che ha mostrato i muscoli confermando la candidatura di Galbiati, nonostante Fratelli d’Italia abbia più volte ribadito di non gradire questa soluzione. I meloniani, chiusi in un rumorosissimo silenzio, stanno valutando il peso delle truppe, e non è da escludere l’ipotesi di una corsa in solitaria. Dall’altra parte, nessun nome. Lavori in Corso ha annunciato che non prenderà parte alle prossime amministrative. Il Partito Democratico, intanto, viene tirato per la giacca da più fronti, con la richiesta di rinunciare al simbolo per dare vita a un fronte civico.

Claudio Bizzozero, che civico ortodosso lo è stato per vent’anni, sorride: «Richiesta legittima, ma da chi arriva? Da persone espressione diretta di partiti. Non basta chiamarsi movimento per non esserlo». Tanto da giungere all’impensabile, per lui, ovvero dirsi d’accordo con il Pd: «La loro posizione mi sembra assolutamente legittima, fanno bene. Sarebbe contraddittorio se nascondessero chi sono, quindi hanno tutte le ragioni per non farlo. Tutt’altro che apprezzabile, per non dire ilare, quello dicono gli altri».

Foglia di fico

Le buone intenzioni non bastano, prosegue, «se vuoi il bene della città ti rimetti un campo per quello che sei, senza nasconderti. Quando ti inventi queste trovate, mi vien da pensare che hai bisogno di una foglia di fico. Che ti presenti per quello di cui hai bisogno, non per quello che sei». Secondo l’ex sindaco la vittoria di Alice Galbiati è già scritta. Non c’è niente da fare per chi non sia il centrodestra? «L’unica possibilità per cambiare questo stato di cose sarebbe stata la presenza di Lavori in Corso - rivendica -, ma così come era nel 2000. Se oggi avessero l’età di allora, la voglia di allora, vincere in questa Cantù sarebbe una passeggiata, mentre per noi fu una lunga scalata all’Everest. E senza ossigeno. Ma quelle persone, quelle condizioni, oggi non ci sono più».

Quindi condivide la loro stanchezza, il loro volersi fermare un giro, per queste elezioni? «Comprendo benissimo la scelte che hanno fatto. Per far politica a livello locale non bastano le competenze, ci vuole un’alchimia che non sempre si trova»

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