(Foto di Galimberti)
Il progetto Il consigliere di minoranza (Pd) Caldera propone di portare tra gli studenti di oggi la storia di come la città contribuì alla costruzione del villaggio Lario di Oseacco che diede accoglienza a molte famiglie sfollate
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Cantù
Cantù è la città che ha messo cuore e mani per costruire da zero il Villaggio Lario di Oseacco, frazione di Resia - in provincia di Udine - per chi, nel terremoto in Friuli, nel 1976, aveva perso tutto. Un gesto importante, che aveva coinvolto diversi imprenditori e artigiani del territorio, e che, come propone il consigliere comunale di minoranza Luigi Caldera, Pd, deve essere portato dall’Amministrazione comunale nelle scuole come esempio. Un tuffo nel passato per ricordare alle nuove generazioni la nobiltà del gesto dei loro nonni.
Sono trascorsi cinquant’anni da quando Gianni De Simoni, all’epoca direttore de “La Provincia”, lanciò una pubblica sottoscrizione, spalleggiata dall’amico architetto Alberto Sala della Pro Cantù - e con il sostegno del Comune di Cantù - con cui fu possibile creare, in sei mesi, una trentina di case. Ora che la Pro Cantù, in occasione degli eventi che si svolgeranno a Resia nei prossimi mesi, sta cercando testimonianze e materiale sia cartaceo che fotografico di quell’impresa - contatti via mail a [email protected] o via telefono a 031.716094, dalle 15.30 alle 18.30 - il consigliere Caldera propone un percorso virtuoso nelle scolaresche.
«Siamo stati esempi di come si può ricostruire dopo un cataclisma. Momento significativo della nostra storia che merita di essere divulgato tra i ragazzi»
«Vorrei che l’Amministrazione comunale si attivi nelle scuole per ricordare e raccontare sia la vicenda del terremoto, sia questa solidarietà - dice Caldera - La città di Cantù, come altre realtà, è stata d’esempio su come si può ricostruire dopo un cataclisma del genere. Un esempio di ricostruzione, peraltro, rapida ed efficace. Una vicenda che va non solo ricordata, ma raccontata ai ragazzi. È stato un momento significativo da questo punto di vista, nella storia della città. Visto che spesso si parla di riscoprire le nostre radici, i nostri valori e la nostra storia, ritengo che questo sia un momento che merita di essere divulgato, in cui Cantù ha mostrato qualcosa di importante».
«So che l’Amministrazione ha in ballo qualche iniziativa, una missione di amministratori - prosegue - ma al di là di questo dovrebbe fare da punto di riferimento per far sì che la vicenda della ricostruzione venga raccontata e spiegata ai giovani. Non solo per celebrare, ma soprattutto per raccontare e spiegare ai ragazzi e alle ragazze delle scuole cosa hanno fatto i loro nonni. Sono convinto che potrebbe essere utile».
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