Cantù, il mercato si è fermato all’emergenza Covid

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Cantù

Effetto macchina del tempo, ritorno al passato. Non è un miraggio da piena estate, nemmeno un’installazione artistica di rievocazione: nel 2026, a distanza quindi di sei anni dall’emergenza pandemica, a Cantù le regole Covid sono ancora fissate nero su bianco e ben sbandierate in un luogo pubblico frequentatissimo come piazza Marconi, la stessa area che ospita il tradizionale mercato del sabato. Ebbene: un cartello del Comune di Cantù, presente ad uno dei due accessi situato sull’angolo di via Cavour, impone a tutti i presenti la mascherina, secondo l’allora obbligo vigente. E la sequela di raccomandazioni, come tenere le distanze dagli altri presenti. Per evitare la diffusione di un contagio che non c’è.

Dpcm, zone bianche, arancione rafforzato, vaccini, coprifuoco. In un attimo, il cartello fa riemergere un vortice di antiche immagini. Vista a distanza di anni, è una realtà che si tinge di distopia, di ponti fra universi paralleli. Quelli in cui vigono evidentemente le limitazioni di una Cantù rimasta all’epoca del coronavirus.

«Utile per te, utile per tutti», ricorda quindi il cartello per il «mercato in città, Cantù centro». L’avviso, anche nel corso di quest’estate, affisso a un pannello, raccomanda a tutti di stare attenti. «Indossa sempre la mascherina, copri bene naso e bocca. Rispetta la distanza interpersonale di almeno un metro. Evita assembramenti anche nelle aree di attesa». Ancora: «L’accesso non è consentito con temperatura corporea uguale o superiore a 37,5°». Impossibile non ricordare il puntatore alla fronte con cui si selezionava all’ingresso e si svelavano gli asintomatici. L’avviso dà ancora le indicazioni su come comportarsi. «Rispetta le indicazioni degli addetti alla sorveglianza. Limita il tempo al necessario. Dai l’opportunità anche a chi viene dopo di te». Prossima fermata: 2020.

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