Cantù, Lega assente al 25 Aprile. Il Pd all’attacco: «Sgarbo istituzionale»

Cantù Il consigliere Caldera: «Non si tratta di essere antifascisti, ma semplicemente di scarsa attenzione»

Da sempre le assenze parlano a voce ben più alta delle presenze. Da qualche anno, in particolare, in occasione del 25 Aprile.

E secondo Luigi Caldera del Partito Democratico il fatto che nessun esponente della Lega fosse presente alla celebrazione ufficiale va oltre le convinzioni e l’ideologia, è uno sgarbo anche istituzionale. La manifestazione con cui la città celebra la Liberazione, ormai da tre anni, s’è fatta divisa, da quando Bella Ciao è stata esclusa dalla cerimonia.

Quindi cittadini, associazioni e anche amministratori dei Comuni vicini, si ritrovano a intonarla davanti alla tomba dei partigiani. E’ successo anche stavolta. Manifestazione molto partecipata, che ha visto per la prima volta il vicesindaco Valeriano Maspero, di Fratelli d’Italia, tenere il discorso ufficiale al posto del sindaco Alice Galbiati, sempre presente negli anni scorsi, che aveva annunciato la propria assenza nei giorni precedenti.

Non sono mancati gli esponenti di Forza Italia e del Pd. Mancava in blocco, invece, la Lega. E non è passato inosservato. Un’assenza, ha assicurato il segretario cittadino e capogruppo Maurizio Facchini «unicamente dovuta a delle circostanze sia private che pubbliche».

Spiegazione che secondo il consigliere del Pd Luigi Caldera non basta: «Si tratta di una manifestazione che coinvolte autorità, amministratori dei Comuni vicini. Che la Lega, partito di maggioranza alla guida della città, non sia in grado di trovare né un assessore né un consigliere che possano sostituire il sindaco, lascia perplessi. Non si tratta di essere antifascisti, si tratta molto più semplicemente di scarsa attenzione dal punto di vista istituzionale. L’impressione è che le logiche di partito prevalgano anche sul senso istituzionale».

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