Cantù, meno cemento in città. E basta supermercati

Cantù L’Amministrazione prepara la variante al Pgt . Si punta sulla rigenerazione urbana e sul turismo

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Cantù

Il “consumo zero” di suolo non basta più: è il momento di andare in deficit. La stessa Regione lo chiede. E anche la linea dell’amministrazione comunale di Cantù va nella direzione della rigenerazione.

L’obiettivo

Entro fine dicembre, assicura l’assessore all’Urbanistica Natalia Cattini, si porterà in approvazione la variante generale al piano di governo del territorio. E anche se attualmente, il Comune, potrebbe ancora limitarsi a non consumare nuovo suolo, l’obiettivo è di fare meglio e di più. Con una serie di linee guida precise: rilanciare il centro e trasformarlo in museo diffuso, ma anche creare opportunità nuove, in chiave turistica. E poi basta supermercati.

Quello del consumo di suolo è un tema delicato, in una città che, nelle classifiche sulla percentuale di territorio edificata, si piazza sempre in alto. Da mesi è stata avviata la variante generale al Pgt, e si è tenuta la commissione congiunta con consiglieri comunali, commissione paesaggio e partecipanti ai tavoli di lavoro, chiudendo così la prima conferenza di Valutazione ambientale strategica.

La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di una legge per ridurre il consumo di suolo e promuovere la rigenerazione, con l’obiettivo di diminuire del 20-25% le espansioni residenziali.

«Attualmente – spiega Cattini – la Provincia non ha ancora approvato il suo Piano territoriale di coordinamento, l’iter è in atto. Questo significa che possiamo attenerci a una norma transitoria, limitandoci al consumo di suolo zero, quindi senza aumentare, ma nemmeno diminuire». Il Ptcp si sta infatti adeguando al Piano territoriale regionale sul consumo di suolo, e l’iter di variante generale non è ancora giunto a definitiva conclusione per l’intero territorio provinciale.

«La nostra volontà politica – prosegue Cattini – è comunque, indipendentemente da questa facoltà, quella di impegnarci per andare nella direzione di adeguamento alla normativa in diminuzione. Valuteremo un passo alla volta quali margini ci siano sul territorio».

Gli ambiti di rigenerazione

Già da tempo sono stati individuati in città degli ambiti di rigenerazione urbana, aree e immobili sui quali applicare le nuove normative per rendere più convenienti e snelli gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente. Sono il collegio De Amicis e il Castello di Pietrasanta, l’area della stazione di Cantù Asnago, poi Pianella e il centro storico di Cascina Amata.

Tra le linee individuate, in vista della conclusione dell’Arena, lo sviluppo del turismo e delle attività outdoor, ma anche di strutture ricettive. E poi la promozione delle attività economiche tradizionali e il sostegno del commercio di vicinato, evitando l’insediamento di ulteriori medie strutture di vendita.

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