Cantù, stalking e violenza sulla commessa. Condannato a nove anni di carcere
Cantù Prima l’aveva perseguitata al discount In’s di via Milano, poi l’aggressione e le lesioni. Ora la sentenza in abbreviato per un pakistano di 34 anni.
Lettura 2 min.Cantù
Prima l’aveva perseguitata sul posto di lavoro: il supermercato discount In’s di via Milano, a Cantù. Dove era comparso tra gli scaffali, fissandola o rivolgendole strane attenzioni. Poi, una domenica mattina - lo scorso 9 novembre - si era appostato prima dell’apertura, in attesa del suo arrivo. Per aggredirla e violentarla. Muhammad Naeem Abbasi, 34 anni, del Pakistan, con domicilio a Bregnano, arrestato dai Carabinieri di Cantù all’epoca dei fatti, è stato ora condannato dal Tribunale di Como a 9 anni di reclusione per violenza sessuale, lesioni aggravate e stalking. Dovrà versare alla vittima 25mila euro di risarcimento.
Rivissuto l’incubo in aula
Il pronunciamento è arrivato in rito abbreviato. Da vedere se la difesa - l’accusa è stata rappresentata dal pm Simone Pizzotti - presenterà o meno ricorso in Appello. Ma intanto, per la ragazza di 23 anni aggredita - assistita dall’avvocato di parte civile Miriam Antonaci - la condanna detentiva inflitta in primo grado è un primo sospiro di sollievo. Che comunque non scaccia l’orrore da lei vissuto.
La giovane, infatti, è ancora molto provata da quanto è successo. E anche il processo, con un incubo da rivivere, è stato per lei molto pesante. Adesso lavora in un altro punto vendita: il solo terrorizzante pensiero di poter rivedere il suo aggressore l’ha obbligata a questa scelta. L’In’s di Cantù, nel mentre, ha comunque potenziato la videosorveglianza: in via Milano, ad oggi, sono attive la bellezza di 18 telecamere.
Due mesi di attenzioni morbose
Prima della violenza, c’erano stati i due mesi di morbosa attenzione. I piccoli regali che lei rifiutava. I colleghi che invitavano il pakistano ad andarsene. Un crescendo di pressioni. A ottobre, la ragazza era stata seguita mentre andava verso la sua auto al termine del turno di lavoro. Il pakistano l’aveva raggiunta per un approccio, impedendole di partire. Lei era riuscita ad allontanarlo e ad andarsene.
Quindi, la domenica della violenza. Con lui che riesce a entrare nell’immobile prima che lei riesca a chiudere la porta. La ragazza presa alle spalle, gettata a terra. Assalita, semispogliata e pesantemente palpeggiata. Tenuta bloccata nonostante il tentativo di lei di divincolarsi. La ragazza era poi riuscita a liberarsi dal suo aggressore, mentre urlava per chiedere aiuto. Ma lui l’aveva nuovamente raggiunta, terminando la violenza soltanto quando si era reso conto che il supermercato doveva aprire e che sarebbero arrivati i colleghi. Quindi, la fuga a piedi.
Bloccato dal direttore
La donna, in ospedale, è stata medicata anche per le lesioni patite durante la caduta. Aveva presentato denuncia ai Carabinieri di Cantù, che hanno raccolto anche alcuni video. Fondamentale l’intervento del direttore dell’In’s, 41 anni, in quel momento a casa nel suo giorno di riposo. «Quando la ragazza mi ha chiamato per dirmi che cosa era successo, ho subito preso l’auto - aveva detto a La Provincia - E ho incrociato questo che camminava a passo svelto. L’ho riconosciuto: ho messo la macchina di traverso e l’ho bloccato (in via Casartelli, ndr). La gente non capiva. Qualcuno mi diceva di lasciarlo andare. Ho detto: “Sono il direttore dell’In’s: ha provato a violentare una nostra commessa. Chiamate i Carabinieri: io ho le mani bloccate. Devo tenerlo fermo”».
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