Cantù, vasca sotto sequestro dal 2024. C’è il rischio allagamenti
Cantù Stagione dei temporali vicina ed è a uso molto ridotto. La minoranza chiede di intervenire. L’assessore: «Già dato incarico per progettare il ripristino»
Cantù
Sono passati ormai due anni, e una delle vasche di laminazione antiallagamenti di Vighizzolo frazione, in via Mentana, è ancora sotto sequestro a causa delle indagini legate alla morte di Mario Porro: il ponticello su cui si trovava il carrista 66enne del Carnevale ha ceduto di schianto durante la piena della roggia nel maggio del 2024.
La vasca, mentre la stagione dei temporali si avvicina, è oggi a uso parecchio ridotto. Non solo: anche una seconda vasca, poco distante, ha subito uno smottamento, con conseguente - seppur minore - limitazione.
Le minoranze consiliari chiedono alla maggioranza di centrodestra di intervenire. L’Amministrazione afferma che l’intenzione di effettuare i lavori c’è tutta, tant’è che si sta redigendo un progetto. Intanto, supplisce in buona parte, secondo l’Amministrazione comunale, la terza vasca, realizzata poco oltre, sempre su via Mentana, verso Fecchio.
Sulla vasca interessata dall’incidente mortale, un ulteriore pezzo di argine, rispetto a un anno fa, è stato eroso dall’acqua. Il tema è stato affrontato più volte dalle minoranze consiliari.
Le opposizioni: «Va sbloccata»
Per Antonio Pagani, capogruppo consiliare Pd, «un’area così delicata non può essere lasciata sotto sequestro. Quel progetto nacque con uno studio però di dieci anni fa: oggi le situazioni climatiche sono cambiate. Bisogna intervenire». Per Cecilia Volontè, capogruppo consiliare di Cantù Civica, «il dissequestro della vasca non è più rinviabile. E non è solo una questione di paratie: la nostra mozione presentata, ed accolta, per la pulizia di tombini e alvei denuncia un’assenza di manutenzione cronica. E i cittadini, per il ristoro dei danni delle recenti alluvioni, dovranno attendere anni. La prevenzione è un dovere, non un optional. Quando la prevenzione manca, qualcuno deve assumersi la responsabilità dei danni subiti dalla popolazione».
Cattaneo: «Ci stiamo muovendo»
Come afferma Maurizio Cattaneo, Lega, assessore ai lavori pubblici: «Ci stiamo già muovendo. Abbiamo già dato l’incarico per la progettazione della sistemazione e del ripristino nelle due vasche. La 1 (quella dell’incidente mortale, ndr) si può dire che lavora forse al 30%. La 2, all’80%: c’è stato un cedimento soltanto parziale. Per fortuna abbiamo concluso la vasca 3, che a livello di migliaia di metri cubi è quasi quanto le prime due messe assieme, ed è in funzione al 100%: gli argini sono rinforzati con cemento e massi ciclopici. Dà delle garanzie di solidità decisamente diverse rispetto alle prime due».
Detto questo: «Le vasche aiutano sì, ma non risolvono un tema così complesso: stiamo vedendo anche con la Provincia e a livello sovracomunale degli interventi risolutivi a monte, già dal lago di Montorfano, sul Terrò, per evitare che l’acqua scenda verso Cantù. Con Como Acqua avevamo fatto a Vighizzolo un intervento milionario (2 milioni e 960mila euro, ndr) ma stiamo portando avanti migliorie e adeguamenti. La nostra richiesta di dissequestro dell’area è già da tempo in atto, vedremo. Speriamo che sulla prima vasca si possa intervenire il prima possibile. Nel mentre, per i lavori daremo priorità alla seconda», non sequestrata.
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