«Ci vediamo a Cantù»: Pala e Grayst raccontano la città a colpi di rap

Cantù La Quattro Quarti Crew e il successo al contest del BeaLive. Ora puntano a far crescere la scena canturina

Lettura 2 min.

Cantù

“Via Matteotti tranquilla / Ma di notte luci blu / Sempre nella stessa piazza / Ci vediamo a Cantù”. Loro sono Pala e Grayst, hip hop, il pezzo è “La piazza”, quella per eccellenza ovviamente, piazza Garibaldi. Nome attuale del progetto musicale: Impegno Fisso. Si ispirano alla loro Cantù, terra di periferia, eppure, o proprio per questo, terreno fertile per far partire una rima via l’altra, mentre i bassi mettono sotto pressione i subwoofer.

La loro musica si può ascoltare, ad esempio, su Spotify. Ispirarsi al territorio significa raccontarlo dal proprio punto di vista. Ed ecco che ci si può imbattere in frasi assolutamente locali, che chi conosce la città può capire fino in fondo. “Conosco questa tipa tutta vestita Zanfrini / Ma alle cinque di mattina tappa fissa a Gaverini / La domenica curva Eagles / Weekend harakiri / In settimana Olimpic Center per star meglio in bikini”. Piccolo mondo Brianza in quattro frasi, dallo shopping alle focacce dopo la discoteca, passando dal tifo per la Pallacanestro Cantù, la palestra sotto casa. Più tutto il resto, ovviamente, explicit lyrics comprese, anche queste parte del genere musicale.

«Ognuno di noi ha anche un progetto singolo. Con Impegno Fisso, ho un progetto con Grayst - spiega Pala, lui 30 anni, Grayst 35 - A Cantù c’è una crew di hip hop di sei ragazzi, facciamo i live, stiamo pensando di fare un mixtape tutti insieme. Siamo tutti della stessa zona e ci siamo uniti, siamo la Quattro Quarti Crew». Con Pala e Grayst ci sono anche Jsplit, Drew Gamma, Four e Davide Dame.

Con gli Impegno Fisso: «Abbiamo fatto questo disco per divertirci, le idee le mettevamo giù il venerdì sera, per questo “impegno fisso”. Quest’anno abbiamo vinto il contest del Bea Live e abbiamo cantato con i big il sabato, abbiamo un contatto con Daniele Atlante che ci ha fatto una proposta per il management, stiamo studiando bene come proporre il progetto e i prossimi singoli e magari anche un album, al momento non posso spoilerare troppo. Il singolone che ci ha fatto venire fuori è “La piazza”, dove raccontiamo le situazioni che avvengono di sera, i luoghi». Rap old school - tra le influenze possibili, i Club Dogo - con suoni freschi.

«Il nostro bar di riferimento, dove anche facciamo dj set e rimiamo al microfono, è Terrazza Garibaldi: Base (il barman, Emanuele Baserga, ndr) ci ha fatto sempre suonare e ci ha molto spinto, è stato il primo che ha avuto una visione più aperta. Abbiamo suonato anche al Cvv Bistrot, in corso Unità d’Italia. Tanti dicono che a Como il rap non ci può essere perché sono tutti ricchi, in realtà non viene mai raccontato come si sta in provincia, credo che questa sia la nostra forza. Per fortuna a Cantù c’è una certa vitalità, ma a livello di apertura, così come Como, è molto indietro, se pensiamo anche soltanto a città come Lecco».

Il BeaLive è l’iniziativa che l’associazione BeaVive ha voluto in memoria di Beatrice Zaccaro, morta a 17 anni in un incidente stradale. «Il BeaLive sta aprendo in questo senso la città, è uno degli eventi più grossi che ci sono in giro», dice. Tanti artisti, sul palco di piazza Garibaldi, sia questa che la scorsa estate. E proprio l’unione fa la forza. «Come crew, ognuno di noi, ai live ha iniziato portando i suoi venti amici: e fanno già 120 persone di base. Ultimamente stiamo girando molto». Per chi volesse sentire i rapper dal vivo, la Quattro Quarti Crew sarà impegnata in un contest al centro sportivo di Monguzzo, dalle 20 di venerdì, 28 agosto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA