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Carimate - L’uomo si è invaghito e ha iniziato a tormentarla nonostante lei fosse sposata. Denuncia e rinvio a giudizio
Carimate
Si erano conosciuti su Facebook, avevano iniziato a parlarsi e anche a vedersi in qualche occasione, facendo passeggiate e trovandosi semplicemente al bar per bere un caffè.
Un rapporto di amicizia, secondo il racconto della donna, una relazione sentimentale per l’uomo che ha presto iniziato a voler controllare quello che la signora (tra l’altro sposata) faceva monitorandone gli spostamenti. Sono iniziate in questo modo settimane da incubo, da maggio ad agosto del 2024, che sono poi confluite in una denuncia per stalking, in un fascicolo aperto dalla procura di Como ed infine in un rinvio a giudizio deciso dal giudice dell’udienza preliminare Chiara Comunale. L’appuntamento con l’aula è stato fissato già per gennaio.
La vita della donna, infatti, era diventata impossibile. L’imputato, Luca Cantone, 59 anni di Carimate, si era costruito un castello su quella relazione che per la donna era invece solo di amicizia, senza mai nulla di più profondo. Quando la vittima aveva intuito che la storia stava prendendo una brutta piega, aveva però cercato – stando al suo racconto – di interromperla e di allontanarsi, scatenando però la reazione dell’uomo.
Quest’ultimo, si legge nel capo di imputazione per stalking, aveva così iniziato a tempestarla di messaggi e di videochiamate, inviando però foto di lui e lei al marito della signora, oppure ad altri parenti, minacciando anche di attaccare altre 150 immagini di loro (non compromettenti, foto semplici in coppia) per le strade del paese. Una crescita di atti vessatori però preoccupante, mese dopo mese, fino ad arrivare – il 31 agosto dello stesso anno – all’invio anche di foto della casa della vittima, come se la stesse controllando dall’esterno.
Secondo la procura, insomma, l’uomo si era costruito un racconto non vero della loro relazione, che poi avrebbe utilizzato per screditare la donna di fronte al marito, ai parenti e agli amici. La vicenda, come detto, è confluita in un fascicolo della Procura di Como che è stato ora discusso di fronte al giudice dell’udienza preliminare, con la richiesta del rinvio a giudizio che è stata formulata dal pubblico ministero e che è stata accolta con l’udienza dibattimentale fissata per gennaio.
La donna si è costituita parte civile, rappresentata di fronte al gup dall’avvocato Anna Viganò. Nel dibattimento anche il cinquantanovenne potrà provare a sostenere la propria versione dell’accaduto e spiegare il perché per la signora, una relazione di amicizia nata nel mese di maggio del 2024 si era trasformata in poco tempo in un rapporto da incubo da segnalare subito ai carabinieri di Cermenate che già ad agosto avevano iniziato a raccogliere elementi su quanto avveniva.
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