«Dibattiti, musica, arte e cinema». I giovani di Cantù reclamano spazi

La città del futuro Contest “Non è un paese per vecchi”: una ventina i progetti di under 34 . Quattro quelli selezionati allo Hub Garibaldi sotto la guida della coop sociale Mondovisione

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Cantù

La città vista dai giovani. Ed ecco che salta all’occhio la carenza di spazi d’arte, la chiusura di diversi locali di musica live ma anche la mancanza di un cinema, altro tasto dolente, su cui si intende lavorare più avanti, creando quantomeno qualche cineforum con momenti di confronto. Intanto, con la chiamata di “Cantù non è un paese per vecchi”, rivolta a giovani tra i 15 e i 34 anni, sono arrivati una ventina di progetti.

Nei quattro selezionati, c’è anche la voglia di progettare una città ideale, di scoprire come si può migliorare Cantù. E una giornata in cui i giovani musicisti potranno suonare e farsi sentire. I progetti sono stati scelti in un momento condiviso, ai tavoli di Hub Garibaldi, sotto la guida della cooperativa sociale Mondovisione.

«Il processo è simile a quello della call per ripensare piazza Garibaldi che ha coinvolto il liceo Melotti - spiega Valentina Vittani, operatrice sociale per Mondovisione - Solo che stavolta abbiamo aperto a tutta la comunità. In due mesi sono arrivate una ventina di proposte: un bel risultato. Hanno risposto soprattutto, con proposte variegate, giovani dai vent’anni in su».

Tante idee sul tavolo: ecco quali

«Abbiamo avuto - prosegue - molte proposte di attività per laboratori artistici, scrittura creativa, camminate poetiche, workshop sull’arte tessile, sull’origami: registriamo molta voglia di arte e di manualità. Anche l’idea per un paio di cineforum all’aperto, scartate per una questione soprattutto di età oltre i limiti della chiamata di chi l’ha proposto, ma è un tema su cui c’è la volontà di lavorare».

I progetti prenderanno corpo in particolar modo tra la fine di agosto e settembre. Tra queste: «“Che forma ha la mia città?”, di Marta Mengardo e Claudia Ventura, il 29 agosto, per lavorare insieme sull’immaginazione della città ideale, capire quali spazi, relazioni, possibilità dovrebbe offrire». Obiettivo: costruire una mappa collettiva di desideri, ricordi e possibilità. Che potrebbe dare ulteriori indicazioni su come i giovani vorrebbero Cantù: «È stato immaginato anche un momento di esposizione per restituire alla collettività quanto emerso, e offrire ulteriori riflessioni alla città».

Musica e laboratori

La musica: “Open mic music”, organizzato da Hellen - nome d’arte di Elena Pavan, cantautrice di Cantù - nella giornata del 5 settembre. Oltre a lei ci sarà - come aggiunge sempre da Mondovisione Giada Casartelli - anche Anita Cane Violins, cantautrice comasca. E non solo loro. «Hellen è partita dalla volontà di creare una situazione per chi fa musica - prosegue Vittani - Oggi non è così scontato avere un palco a disposizione, dato che i locali sono sempre meno».

Più a tema generale, il laboratorio di educazione all’immagine, organizzato e condotto da Mattia Marzorati - il 27 giugno - che partirà dalla distinzione di una foto vera da una falsa, non così semplice nell’era dell’intelligenza artificiale. Infine, per staccare le dita dallo smartphone, “Mani in pasta”, il 12 settembre, organizzato da Luca De Assis Ferreira: fare la pasta fresca insieme come pretesto per chiacchierare lontano dalle chat.

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