Ex oratorio San Teodoro, per Pgc e Cantù Next l’ultimatum è a febbraio

Il caso Arenata la trattativa con la Comunità pastorale. Il prevosto all’assemblea: «Non si può attendere oltre e in caso di risposta negativa ritorneremo sul mercato»

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Cantù

«Sulla vendita dell’ex oratorio di San Teodoro, le trattative sono andati avanti in questi anni, poi si sono un po’ bloccate perché stiamo aspettando delle risposte. La trattativa soprattutto è con il settore giovanile della Pallacanestro Cantù (il Pgc, Progetto Giovani Cantù, ndr), al quale abbiamo fatto una proposta. Stiamo aspettando una risposta. Abbiamo dato, tra virgolette, anche un “ultimatum”, per avere una risposta entro febbraio. Perché non possiamo stare in ballo, se non mesi, addirittura anni. Qualora la risposta fosse negativa, dovremo ripartire daccapo, nel senso di mettere nuovamente sul mercato quello spazio, e vedere a chi può interessare».

L’incontro in Sala Bratti

A riferirlo nel corso dell’assemblea della comunità pastorale San Vincenzo, in un momento della serata - svoltasi martedì sera nella Sala Bratti dell’oratorio di San Paolo: un’ottantina circa i presenti - dedicato alle strutture, è stato il prevosto don Maurizio Pessina.

Il progetto - più esattamente, di Cantù Next e Pgc - contempla tre campi da basket, una palestra, spazi di riabilitazione, una sala riunioni, una foresteria, aule per lo studio, un refettorio, playground all’aperto.

«Noi siamo stati vincolati finora con questa proposta che ci sembrava molto interessante anche per altre questioni - ha spiegato il prevosto - nel senso che la vendita dell’ex oratorio è stata pensata per realizzare una struttura al servizio dei giovani, tra attività sportive, attività scolastica, di formazione sportiva; e l’acquisizione di soldi che sarebbero venuti da questa vendita avrebbe permesso contemporaneamente di offrire un altro servizio sulla città, la realizzazione del polo della carità nel Quadrilatero, la casa parrocchiale, di San Teodoro. Le due operazioni si sposano, nella nostra idea, molto bene. Ma è chiaro che occorre una sinergia di aiuto, di apporto reciproco».

Il risvolto dell’housing sociale

«Collegato a questo tema di San Teodoro - ha aggiunto - Ci sono anche tutte le abitazioni di via Volta che potrebbero essere ristrutturate. E qui andremmo incontro ad un’altra esigenza interessante che è quella dell’housing sociale e del bisogno della casa. Ci sono diversi appartamenti di proprietà della parrocchia di San Teodoro in via Volta che sono vuoti perché sono inagibili. È chiaro che per metterli a posto e renderli agibili anche per l’emergenza abitazione occorre investire. Cosa che non possiamo fare».

Più in genere, non sono poche le necessità della comunità pastorale in tema di immobili, a partire da quelli di culto: «Ogni singola parrocchia ha i suoi bisogni, le sue esigenze, qualche volta anche le sue emergenze che riguardano soprattutto gli interventi di manutenzione ordinaria e qualche volta straordinaria. Ad esempio, nella chiesa di San Michele, avevamo l’emergenza urgenza del campanile che per il momento sta ancora lì. Ma ulteriormente si è aggravata la situazione, ed è diventata un’emergenza, di tutto l’impianto elettrico e illuminotecnico della chiesa di San Michele, al quale dovremo provvedere con urgenza. E si pone tutto il problema del finanziamento dell’intervento».

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