Cantù centro, furto in casa di giorno. Strappa 800 euro a un anziano e fugge

Sicurezza. «C’è una raccomandata». Poi finge di riconoscerlo e si introduce nell’appartamento. Il racconto: «Mi ha detto che seguivano gli orfani. Volevo dargli 5 euro, lui mi ha preso la busta»

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Cantù

Alto circa un metro e settanta, un metro e settantacinque. Corporatura media. Barba, ma non lunga. Quarantenne, o giù di lì. Parlantina brillante in un ottimo italiano senza inflessioni o accenti particolari.

Questo l’identikit del ladro che ieri mattina, attorno alle 10.30, ha derubato un anziano in pieno centro a Cantù, in un’abitazione a poche centinaia di metri da piazza Garibaldi.

La prima coincidenza

Un ladro abile e per giunta due volte baciato dalla dea bendata; perché se il suo colpo è riuscito, lo deve anche a un paio di fortunate coincidenze; fortunate per lui, ovviamente.

La prima: la vittima del furto, un ultranovantenne, aveva appena ricevuto la visita di un tecnico della Croce Rossa. L’apparecchio del telesoccorso non funzionava più da qualche giorno e andava sostituito.

«Erano più o meno le 10.15 quando il tecnico se ne è andato via - racconta il derubato - ma poco dopo, diciamo una decina di minuti, ho sentito di nuovo suonare il portoncino di casa. Ho pensato che fosse ancora lo stesso tecnico che aveva dimenticato qualcosa: così ho aperto senza controllare».

Ma non era l’uomo del telesoccorso: era il ladro, che è così potuto entrare nel cortiletto che conduce alla porta principale dell’appartamento. «“C’è una raccomandata per lei”, mi ha detto - prosegue l’anziano - così gli ho chiesto di aspettare un attimo, perché gli sarei andato in contro scendendo le scale. “Ma no, non si scomodi, salgo io”, mi ha risposto premuroso. Ed è subito entrato in casa, salendo fino al pianerottolo».

A quel punto, l’intruso ha giocato il jolly per conquistare la fiducia del padrone di casa. Ha fatto finta di riconoscerlo, citandogli la sua vecchia professione (è un ex docente) e chiamandolo per cognome: «Io mi ricordo quando lei insegnava!», ha esclamato.

Poi ha tirato fuori delle foto dove si vedevano dei bambini e le ha mostrate alla sua vittima. «Mi ha detto: “Guardi un po’ la nostra bella attività” - aggiunge ancora l’anziano - mi ha spiegato che quei bambini erano degli orfanelli. Aveva in mano anche delle medagliette della Madonna. Mi ha chiesto se potevo fare un’offerta e ho risposto di sì».

A quel punto, però, al padrone di casa è venuto un sospetto. «E la mia raccomandata?», ha domandato all’uomo. L’altro si è finto confuso: ha risposto che doveva essergli caduta e che sarebbe tornato indietro a cercarla. A quel punto la vittima è entrata nella stanza dove teneva la busta con i contanti per prendere cinque euro da dare come offerta.

La seconda

E qui è scattata la seconda coincidenza favorevole allo sconosciuto: nella busta c’erano ottocento euro. «Non tengo mai così tanti soldi in casa - rivela il derubato - li avevo prelevati pochi giorni prima perchè avevo in programma una spesa straordinaria.Quell’uomo però non era sceso a cercare la raccomandata, come mi aveva detto. Deve avermi tenuto d’occhio poco fuori dalla stanza. Così appena ho avuto i cinque euro nella destra e la busta nella sinistra, è entrato dentro come un lampo, mi ha strappato la busta dalla mano ed è fuggito».

All’anziano non è rimasto allora altro da fare che denunciare l’accaduto ai carabinieri di Cantù, dove il reato è stato qualificato come furto in abitazione.

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