Gara sulla Rai tv, tagliati i disabili. Protestano i genitori di Briantea84

Cantù - Al 69° Campaccio Cross ha vinto Nadia Battocletti. Una mamma: «Si parla tanto di inclusione, ma i nostri ragazzi non interessano»

Cantù

Erano in tanti davvero, ieri, davanti al televisore per il 69° Campaccio Cross Country, che si è tenuto a San Giorgio su Legnano, nel Milanese. Nonni, fratelli e amici pronti a fare un tifo indiavolato per il “Chilometro Inclusivo”, gara riservata a ragazze e ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale. Gara che però non è stata mandata in onda: prima uno stacco pubblicitario, poi la riproposizione delle immagini della prestazione della vincitrice Nadia Battocletti. Una delusione gigantesca, peggio di qualunque sconfitta.

Per questo i genitori dei giovani atleti hanno iniziato inviare mail e messaggi di protesta alla Rai esprimendo tutta la propria indignazione: l’inclusione, hanno scritto, non dovrebbe limitarsi solo a dichiarazioni di principio, ma tradursi concretamente nel dare spazio, visibilità e dignità mediatica anche a chi è meno appariscente rispetto allo sport professionistico. Il Campaccio Cross Country è una gara di corsa campestre di livello internazionale, inserita nel Gold Level Cross Country Tour della World Athletics, che ogni anno porta a San Giorgio atleti di altissimo profilo da tutto il mondo e appassionati di ogni età. Al suo interno era inserita la terza edizione del “Chilometro Inclusivo”, dedicato a giovani atleti con disabilità intellettivo-relazionali in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali. Tra gli 81 partecipanti, anche gli atleti della Dmg Briantea84. Nei giorni scorsi le famiglie hanno scoperto che la competizione sarebbe stata trasmessa in diretta da Raisport ed è stato naturale avvertire familiari e amici.

«Era la prima volta – spiega Susanna Balbarani di San Fermo – e come è facile immaginare eravamo tutti emozionati». Invece, quando stava per cominciare la loro gara, con la diretta ormai agli sgoccioli, dopo la conclusione della competizione dei professionisti, prima è stato mandato un blocco pubblicitario, poi sono stati trasmessi gli highlights della prestazione della vincitrice Nadia Battocletti. I commentatori hanno annunciato che si sarebbe svolto il “Chilometro Inclusivo”, ma senza immagini.

«Questa scelta – continua – ci ha davvero indignato. Si parla tanto di inclusione, invece a quanto pare i nostri figli non interessano, questo tipo di sport non interessa. Ci siamo sentiti veramente offesi. Per loro, ragazzi che hanno difficoltà, questo avrebbe potuto essere un momento di gioia, di orgoglio, come per noi familiari».

Non vogliono che quanto accaduto cada nel silenzio, per questo hanno inviato mail di protesta. Anche perché, scrivono «la Rai ha una responsabilità culturale e sociale: dare spazio allo sport paralimpico non è una concessione, ma un dovere. Episodi come questo contribuiscono invece a rafforzare una disparità che nel 2026 non dovrebbe più esistere».

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