Il quindicenne: «Volevo fare un giro». Ancora grave il pensionato investito
Il caso Dopo l’incidente aveva lasciato l’auto in via Legnano ed è andato al parco con gli amici. La Ford Ka risultava rubata la sera prima: contestata al ragazzino anche l’accusa di ricettazione
Lettura 2 min.Cantù
L’auto risultata rubata sin dalla sera prima. Il 15enne alla guida che il giorno dopo, di pomeriggio, investe sulle strisce pedonali, senza poi fermarsi, un 81enne, ad oggi ancora ricoverato in struttura con lesioni gravissime.
Il giovane avrebbe poi abbandonato il veicolo per andarsene al parco, a passare il resto della domenica insieme agli amici. «Volevo solo farmi un giro in auto», avrebbe detto, minimizzando, in merito a quanto accaduto. La Polizia Locale di Cantù è arrivato a identificarlo dalle telecamere presenti in zona. A tradirlo: una particolare felpa indossata al momento dell’investimento.
Nuovi dettagli
Sono i particolari che emergono nelle ore successive alla diffusione della notizia dell’indagine nei confronti del giovanissimo: lesioni personali stradali aggravate, omissione di soccorso e ricettazione, i reati a lui contestati. Non è mancata un’articolata indagine da parte della Polizia Locale cittadina, svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Como e della Procura per i Minorenni di Milano.
L’investimento è avvenuto domenica 12 aprile, alle 15.15, in piazza Volontari della Libertà - per tutti, piazza San Rocco - sull’attraversamento che collega il lato via Matteotti con il parcheggio al centro della stessa piazza. Il furto sarebbe però avvenuto la sera prima, sabato 11 aprile. Quando la Ford Ka di un canturino è stata rubata nella zona tra via Milano e via Resegone. Da capire ancora diversi elementi. Ad esempio: se il ragazzo - italiano, famiglia di origine marocchina - abbia avuto o meno un qualche ruolo nel furto. Al momento, appunto, è indagato non per furto, ma per ricettazione. Per essere stato pizzicato in possesso di un’auto rubata. Si vedrà quel che, nel caso, salterà fuori.
Il ragazzo avrebbe avuto quindi una disponibilità del veicolo che esula dal contesto temporale, in senso stretto, dell’investimento. Facilmente, avrebbe usato l’auto per diverse ore. La massima gravità si è manifestata, certamente, nel tirare dritto dopo l’incidente. Senza tenere però conto della quantità di telecamere disseminate per la città. Non solo quelle pubbliche.
Le telecamere
E proprio una telecamera all’altezza della Bcc Cantù - la cui sede si trova nella vicina corso Unità d’Italia - sarebbe stata l’avvio di una ricostruzione a ritroso effettuata da ufficiali e agenti della polizia locale. Arrivati, come in un film montato al contrario, a individuare la zona di residenza del ragazzo. Hanno quindi simulato un contatto. Che ha permesso di immortalare e identificare chi era quel giovane con indosso una particolare felpa.
La perquisizione avvallata dalla Procura ha permesso poi di dare riscontri positivi sugli indumenti. Non sono mancati accertamenti sull’auto, abbandonata in via Legnano - una traversa di via Giovanni da Cermenate - e poi restituita la legittimo proprietario.
In circa un mese, è stato possibile raccogliere diversi elementi. La notizia è stata divulgata solo in questi giorni in occasione dell’interrogatorio a cui è stato sottoposto il ragazzo. A distanza di quindi due mesi, l’anziano è ancora ricoverato: fratture multiple, anche al bacino. Le lesioni sono gravissime, la prognosi è ancora aperta. «L’ambito è quello degli episodi gravissimi che a Cantù però non la passano liscia - dice l’assessore alla polizia locale Maurizio Cattaneo - Una bellissima operazione che dimostra la qualità degli strumenti a disposizione del comando e di chi ha portato avanti l’indagine».
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