Lacrime e il nero del lutto per l’addio: amici, prof e liceali stretti a Gabriele

Cantù Tantissime persone vicine ai genitori dello studente del “Fermi” di 17 anni morto in moto. “Penna” era amatissimo da tutti. Don Riccardo: «La vita è preziosa». Mamma e papà abbracciati

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Tutti i ragazzi e le ragazze del liceo Fermi vestiti di nero. Il pianto degli amici disperati di Gabriele Pennati, “Penna”, morto a 17 anni per un incidente stradale.

Ai funerali, ieri pomeriggio, una folla ha salutato il ragazzo, amatissimo, anche con parole poetiche. «Dolore che muta tutte le forme. Ti cerchiamo nella purezza di un fiore. Domande che non ottengono risposta», le parole lette da un amico dall’altare al termine della funzione.

«Custodite il ricordo di Penna - l’invito di don Riccardo Cagliani, responsabile della pastorale giovanile della comunità pastorale Madonna delle Grazie, durante l’omelia funebre - lasciate che questa esperienza vi insegni quanto è preziosa la vita. Non sprecatela, amate, amate di più, perdonate di più, benedite chi vi sta accanto. La vita è fragile e breve, proprio per questo, immensamente preziosa. Che il ricordo insegni a stare accanto a chi soffre, a non dare per scontata la presenza della persona amata».

Don Paolo: «Non ci sono parole»

Triste appuntamento, alle 15, per l’ultimo saluto dell’amico. Il Fermi è stato chiuso un’ora prima dalla dirigente scolastica Maria Anzani per permettere a tutti di esserci. Ci sono anche i prof. E tanti genitori. Tante famiglie di Vighizzolo: la frazione dove viveva il ragazzo. Mamma Monica e papà Riccardo si abbracciano. Nel dolore e nel pianto, provano a farsi forza l’un l’altro dopo la perdita, devastante, del loro unico figlio. Tanti restano sul sagrato: la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo non può contenere tutti.

La liturgia è stata celebrata dal parroco don Paolo Dondossola. È stato infine don Riccardo, il sacerdote degli oratori, a cercare le parole per ricordare il ragazzo. «Oggi non solo la famiglia di Penna ma tutta la nostra comunità si trova in questa chiesa per condividere gli stessi sentimenti angoscianti e dolorosi. Di fronte alla prematura fine di un ragazzo di 17 anni non ci sono parole. Perché una vita così giovane, perché una morte improvvisa, perché tanto dolore per genitori, amici, per tutti? Sono domande che non hanno e che non trovano risposte».

La lettera straziante di un amico

«Dio non risponde con spiegazioni - ha aggiunto - I vangeli non offrono soluzioni facili o scappatoie. Ma ci mostrano la vicinanza di Gesù che alla morte prova compassione. Oggi Gesù è qui accanto alla mamma e al papà di Gabriele, a tutti voi che siete i suoi amici, a quanti gli hanno voluto bene, ai compagni di scuola. Gesù piange con voi ed è vicino a ogni vostra lacrima. La vita di Gabriele è stata un dono. Nessuna parola può colmare un vuoto così grande, ma la fede ci fa dire che Gabriele non è scomparso nel nulla, ma che è è nell’amore di Dio».

Al termine della cerimonia, un amico si alza, tocca la bara, arriva all’altare e inizia a leggere. «Vivo sopra ad un filo dove ogni giorno posso cadere. Un giorno qualunque. Lo stesso in cui abbiamo scherzato ad una settimana dal tuo diciottesimo. L’angoscia, i giorni, un rito d’addio. Il tuo ricordo non esce mai dalla stanza. La sofferenza mi guarda fisso negli occhi. Mi manca il coraggio, la speranza di un ritorno. In attesa della vita ti dedico tutto l’amore che ho dentro. Ciao Penna».

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