«Le risse al luna park? Acqua passata. Noi a Cantù da 70 anni: qui stiamo bene»

La tradizione Il titolare Marin: «L’affluenza è buona, si vedono anche tante famiglie. Certi brutti personaggi adesso non passano più. Le spese aumentano, però teniamo duro»

Cantù

«Quest’anno? Non hanno mai litigato. Anche noi teniamo controllato: cinque o sei dei nostri girano tra i ragazzi. Siamo contenti perché ci sono tanti giovani, tante famiglie. Gente che si comporta bene e che non rompe le scatole».

A dirlo, dietro il bancone dove si distribuiscono i gettoni per salire sugli autoscontri, è Luca Marin. Lui rappresenta la terza generazione di giostrai di passaggio a Cantù.

La novità di quest’anno, afferma, è che non c’è traccia di baby gang. Negli anni, del resto, non è mancato il lavoro dei tutori dell’ordine pubblico: tra arresti e provvedimenti limitativi di vario genere, anche al luna park l’atmosfera è più serena. E si spera che rimanga così anche in futuro.

Le giostre in corso Europa sono arrivate il 30 gennaio in occasione della festa patronale di Sant’Apollonia del 9 febbraio. Resteranno qui sino all’8 marzo dopo una permanenza di cinque settimane.

Una buona piazza

«La gente si comporta bene, Cantù è una buona piazza - dice Marin - Siamo contenti, tutti gli anni passiamo qui, ormai è una tradizione. Mi hanno anche detto che in centro il fenomeno di quei ragazzi che creavano problemi è fortunatamente calato. Qui ci sono più famiglie. C’erano anche prima: bimbi con i genitori, dato che abbiamo da sempre anche le giostre per i piccoli. Ma anche sugli autoscontri si vede qualche ragazzino in più di dieci anni con il papà».

E in quanto a clientela? «Il pomeriggio, in settimana, è abbastanza tranquillo - spiega Marin - Venerdì, sabato e domenica si concentra il pubblico. L’affluenza è buona: siamo contenti. I ragazzi, negli anni, gli adolescenti, sono rimasti sempre quelli. Però quest’anno è migliorato tanto: certi personaggi che si vedevano prima non passano più. E questo vuol dire molto. Capisco le famiglie: se ci sono persone non gradite, altri possono anche decidere di non tornare più. Non è così, fortunatamente».

«Ci sono anche tanti ragazzi che arrivano dal circondario: Senna, Cucciago, Cermenate», aggiunge.

Una ragazza, che si avvicina per chiedere di diffondere la sua playlist dalle casse, dice di arrivare da San Fedele d’Intelvi. «Sono qui per loro», afferma contenta, indicando le sue amiche.

E se qualche giovanissimo volesse limitare i costi per le attrazioni? «La giornata promozionale è il venerdì, quando abbiamo le giostre a 1 o 2 euro», ricorda Marin.

In principio nonno Cesare

«È da settant’anni che la mia famiglia viene qui per la Festa di Sant’Apollonia: sempre i Marin - ricorda il gestore - Io e mio fratello Francesco continuiamo una tradizione che ci vede qui in passaggio a Cantù, prima, con nostro nonno Cesare. Poi, nostro papà Renzo. Abbiamo sempre fatto giostre, spettacoli viaggianti. Ovviamente la tecnologia nei decenni è cambiata. Oggi abbiamo una ventina di attrazioni. L’autoscontro è quello di maggior richiamo, come sempre. C’è anche una nuova giostra, il 180° Exclusive».

Cantù-luna park: un matrimonio che pare destinato a continuare. «Finché ce la facciamo, volentieri, andiamo avanti - conferma Marin - Certo, le spese sono aumentate. Però teniamo duro. Come tante persone che lavorano».

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