Mafia e politica, tirato in ballo Molteni. Il sottosegretario: «Non ho “cari amici”»
Il caso Dura replica del deputato leghista al collaboratore di giustizia Gioacchino Amico. «Nego con forza qualunque rapporto». E minaccia querele. Solidarietà dal centrodestra
Cantù
Il centrodestra insorge e si schiera a fianco del sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni, dopo l’articolo pubblicato sulle pagine del Fatto Quotidiano nel quale il collaboratore di giustizia Gioacchino Amico, ricostruendo presunti rapporti tra mafia e politica, snocciola i nomi di quelli che definisce propri contatti, nessuno dei quali indagato, facendo anche quello dell’onorevole canturino.
Intercettazioni del 2021
«Leggo con stupore le dichiarazioni riportate oggi da ‘Il Fatto quotidiano’ - dichiara Nicola Molteni - circa l’esistenza di un rapporto di amicizia con tale Gioacchino Amico. Non ho nessun ‘caro amico’ che risponda a questo nome. Escludo categoricamente di aver mai intrattenuto qualunque tipo di rapporto con questa persona». Secondo il quotidiano diretto da Marco Travaglio, Amico sostiene di aver messo al Viminale un avvocato di una sua società.
Anche in merito a questo Molteni prende le distanze: «Smentisco con forza che l’avvocatessa citata nell’articolo abbia mai fatto parte del mio staff al Viminale. Mi riservo, inoltre, di valutare azioni giudiziarie contro ulteriori notizie di stampa che amplifichino dichiarazioni tanto false e offensive». Gioacchino Amico, indicato dagli inquirenti come presunto referente del clan Senese in Lombardia, è tra gli imputati collaboratori di giustizia nel procedimento in corso nell’ambito dell’inchiesta Hydra della Direzione distrettuale antimafia di Milano.
Il Fatto pubblica un’intercettazione risalente al 1 marzo 2021 nella quale, commentando la nomina di Molteni come sottosegretario nel governo presieduto da Mario Draghi, definirebbe l’onorevole canturino un amico. Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha espresso «solidarietà all’amico e collega Nicola Molteni, vittima di affermazioni infondate e denigratorie. Ho il privilegio di lavorare ogni giorno al suo fianco. Rigore, senso dello Stato, rispetto delle Istituzioni sono le caratteristiche che tutti riconoscono a un politico di assoluta integrità, che ha dedicato tutta la sua carriera istituzionale alla difesa della legalità e alla sicurezza dei cittadini». La vicenda ieri ha fatto irruzione in Senato, prima in commissione Affari costituzionali e poi in aula, quando il senatore Pd Marco Meloni ha chiesto al sottosegretario leghista di chiarire le notizie apprese sugli organi di stampa. A controbattere al dem sono stati i senatori di maggioranza, che lo hanno attaccato rivolgendogli anche insulti e contumelie. La vicepresidente di turno Anna Rossomando ha cercato di riportare l’ordine e comunicato che avrebbe informato il consiglio di presidenza.
«Macchina del fango»
I senatori della Lega hanno poi espresso solidarietà a Molteni «vittima della macchina del fango, rivolta a una parte politica. Il lavoro della maggioranza sul decreto sicurezza è troppo importante per poter pensare di fermarlo con questo spettacolo indecoroso: andremo avanti per il bene del Paese». La senatrice Erika Stefani, capogruppo della Lega in commissione Giustizia, ha definito Molteni«una persona seria, onesta e profondamente rispettosa delle istituzioni, ingiustamente comparsa sui giornali nel corso di un’operazione mediatica macchinata per colpire, guarda caso, una parte politica. Un copione, purtroppo, già visto in altri casi senza che nessuno paghi per tali illazioni. Non è accettabile in un Paese civile assistere ad uno spettacolo tanto indecoroso».
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