Cronaca / Cantù - Mariano
Giovedì 29 Gennaio 2026
«Mariano, scopriremo chi inquina la Roggia»
Il caso Numerosi episodi di sversamenti in un anno, l’ultimo avvenuto la settimana scorsa. L’assessore Testini: «Risaliremo all’origine del problema»
Mariano Comense
Si restringe il cerchio intorno all’autore dello sversamento che, nell’ultimo anno, in più occasioni ha colorato di un bianco lattiginoso la Roggia nel centro di Mariano.
Grazie al lavoro coordinato tra Comune, ComoAcqua e Arpa è stato individuato il collettore da cui proviene lo scolo che ha tinto il corso d’acqua in via Cardinal Ferrari così tante volte nell’ultimo anno che forse non bastano più le dita di una mano per tenere conto degli episodi. «In un breve lasso di tempo mi auguro di individuare l’esatta utenza da cui proviene lo scarico» conferma Loredana Testini, l’assessore alle Politiche ambientali, che così risponde alla richiesta di salvaguardia del torrente arrivata con forza dalla comunità.
La situazione
I fatti sono ormai noti a tutti non fosse altro che diversi cittadini hanno avuto ormai modo di imbattersi nella Roggia tinta di bianco nel tratto che torna in superficie, ossia in via Cardinal Ferrari, costeggiando il retro del parco Porta Spinola. Perché la prima segnalazione risale al gennaio 2025 quando i residenti hanno immortalato lo stato in cui versava il torrente in tanti e diversi scatti rilanciati sulla pagina Facebook “Sei di Mariano comense se...” dove hanno chiesto a gran voce chiarimenti sulla situazione. Domanda riesplosa in primavera quando la Roggia è diventata una volta bianca e una volta nera.
L’ultimo episodio risale alla settimana scorsa quando il tratto del canale di via Ferrari è tornato a imbiancarsi, suscitando più che meraviglia, tanta preoccupazione perché c’era ben poco di naturale nella colorazione assunta dalla Roggia. «Abbiamo ristretto l’area da dove proviene lo scarico – conferma Testini -. Si tratta della zona tombata della Roggia tra via Kennedy e via Cardinal Ferrari: abbiamo individuato il collettore che scarica le acque bianche nel torrente, non è fognatura, ma raccoglie diverse utenze. Dobbiamo ora capire l’esatta origine».
Questo l’esito di un lavoro di indagine che, ripetuto la seconda volta in un anno, ha dato esito positivo. «Qual è la difficoltà e quale è stata? Questi episodi sono esternamente brevi e si esauriscono in pochi minuti, la tempestività è quella che è mancata in tante occasioni, ma adesso ci siamo – spiega Testini che ringrazia gli uffici - È stato fatto un grosso lavoro di indagine da parte dell’ufficio Ambiente e Patrimonio: grazie a delle ispezioni dei chiusini anche nella parte tombata hanno individuato qual è lo scarico. Mi auguro che in un tempo ragionevole si riesca a individuare l’origine».
I provvedimenti
Le conseguenze per l’autore? «Dipenderà dal reato contestato stando al Testo unico sull’ambiente» risponde con Testini che, grazie alla collaborazione con ComoAcqua e Arpa, ha affidato proprio all’agenzia regionale di tutela ambientale le analisi del deposito rimasto dalla colorazione assunta dalla Roggia la scorsa settimana.
«Ci siamo attivati prontamente, ora ci siamo anche se non ho bevuto una damigiana di quell’acqua come qualche leone da tastiera aveva suggerito» chiosa Testini.
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