Mariano, il sindaco si dà un dieci in pagella: «Siamo tornati un riferimento»

L’intervista Giovanni Alberti conferma la ricandidatura: «Non ho ancora finito di realizzare le opere che avevo in mente»

Il recupero dei luoghi simbolo per la città, il sostegno all’apertura dei supermercati per rilanciare l’economia, ancora, il riordino della viabilità sono le tre leve alla base dello sviluppo di Mariano. Questo è quanto emerge dal Piano di Governo del Territorio, l’ultimo importante atto della giunta guidata dal sindaco Giovanni Alberti che, a fine anno, traccia un bilancio del suo operato. Messo in archivio il quarto anno di mandato, per metà segnato dalla pandemia, il primo cittadino guarda al futuro, pronto a ricandidarsi alle elezioni di primavera per realizzare la città del domani progettata col Pgt.

Perché ha deciso di ripresentarsi alle elezioni?

«Non ho ancora finito di realizzare le cose che avevo in mente. E per le buone opere in corso vorrei esserci io quando verranno riconsegnate alla popolazione. Sono progetti che sento come nostri perché non abbiamo avuto la fortuna di cogliere i fondi europei, ma il merito di ottenerli grazie alla forza dei nostri progetti e l’impegno dei nostri uffici».

Sono tanti i fondi che avete ottenuto da Regione, Stato ed Europa ma, per le minoranze, li avete spesi male. Cosa risponde?

«Abbiamo investito 22 milioni Sidi euro in opere pubbliche. E vanno dalla riqualificazione delle scuole e palestre cittadine all’ampliamento dei parchi, senza dimenticare la riapertura di Villa Sormani, oltre che il recupero di Cascina Mordina e Ca di Passer».

Eppure le minoranze vi definiscono la giunta dei supermercati, cosa risponde?

«Abbiamo raccolto una domanda che va in questa direzione, convinti che la concorrenza è l’anima del commercio e del risparmio per il cittadino. E non abbiamo certo quaranta supermercati come in città vicino a noi, ma quattro. Questo ha portato a un saldo positivo delle aperture sulle chiusure: è tornata la voglia di investire a Mariano».

Altra critica che le hanno mosso le minoranze è che siete la giunta delle strade.

«Noi ogni anno abbiamo investito il doppio dei soldi di chi mi ha preceduto sulla manutenzione delle vie e il risultato si vede. Per la Canturina bis, invece, sono stato invitato a Roma da Matteo Salvini al Ministero dei Trasporti per parlare di un’opera di cui ha bisogno il territorio perché è strategica».

A che punto è la progettazione dei sottopassi ferroviari?

«A inizio anno presenteremo il progetto in consiglio comunale perché per noi è un’opera strategica al contrario di quanto dicono le minoranze. Per loro il problema del traffico si risolve con la bici, il teletrasporto, gli aerei, questo perché sono fuori dalla realtà, quella che siamo chiamati ad affrontare oggi. Tanto che continuano a proporre come soluzione al problema una strada che dovrebbe passare da Carugo e Giussano ma Giussano ha persino tolto la sua possibilità di realizzazione dal proprio Pgt».

Sul tavolo, ci sono diverse sfide, una su tutte riguarda la sanità locale. Quali sono i progetti?

«Ci auguriamo di proseguire il dialogo con il nuovo direttore dell’Asst Lariana. Il recupero del blocco B del Felice Villa, invece, è fermato dai tempi della giustizia su cui la politica non può incidere, ma il rilancio dell’ospedale continua, seppur rallentato, tanto che sono tornati diversi servizi come la guardia media, la scelta e revoca del medico, il punto unico di accesso. E intanto c’è sul tavolo lo sviluppo di un polo socio sanitario nel compendio di Villa Besana dove si dialoga per l’ampliamento della rsa di Porta Spinola».

Guardando indietro, non c’è mai stato un momento in cui ha vacillato?

«No, io non ho solo una responsabilità personale, ma ho la responsabilità della città che la comunità mi ha dato e che io ho accettato. Mi sono affidato alla mia formazione nell’ambito dell’urgenza emergenza, scegliendo di decidere perché non fossero altri o gli eventi a decidere per noi. E così siamo diventati un faro non solo per la nostra popolazione, ma per tutto il territorio, prima per il centro tamponi, poi con il centro vaccinale ottenuto grazie al nostro impegno a raggiungere l’obiettivo».

Mariano, per lei, è tornata al centro?

«Mariano è tornata a sedersi ai tavoli dove si decide, è tornata a essere una città di riferimento per i Comuni del territorio, siamo stazione appaltante per diversi paesi, il nostro Suap ricomprende cinque o sei comuni, le realtà più piccole guardano a noi perché, anche in Provincia, dove siedo come vicepresidente, porto le istanze della bassa comasca».

Come voto cosa si darebbe?

«Dieci, per il periodo in cui ho fatto il sindaco. Molti se lo sono dimenticato, ma abbiamo avuto due anni di pandemia, due guerre e i rincari che abbiamo affrontato facendo rete con le associazioni. Francamente i supermercati sono una cosa minoritaria tra quelle che abbiamo fatto ma chi mi attacca ha poche motivazioni per farlo e sono sempre le stesse».

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