«Non è dimostrato  che sia per il Covid»  Ma la famiglia insiste
Uno scorcio del laboratorio di preparazione dei vaccini all’ospedale Sant’Anna di Como (Foto by archivio)

«Non è dimostrato

che sia per il Covid»

Ma la famiglia insiste

l primario di pediatria dell’ospedale Sant’Anna e la piccola di Cermenate che si è ammalata di diabete. «Al momento non c’è una correlazione accertata»

Per l’ospedale Sant’Anna al momento non c’è una correlazione scientificamente dimostrata tra la positività al Covid e il diabete, ma la famiglia vuole vederci chiaro.

«Non sappiamo su che base venga attribuita una correlazione causa-effetto tra la positività al Covid della piccola paziente e la comparsa del diabete – sostiene il dottor Angelo Selicorni , primario della Pediatria di Asst Lariana all’ospedale Sant’Anna - Il diabete è una patologia non rara nella popolazione pediatrica. Ogni anno nella nostra realtà comasca registriamo una decina di esordi di malattia che il nostro ambulatorio di Diabetologia segue con professionalità e passione (sono quasi un centinaio i bambini in carico ad Asst Lariana), attenendosi ai protocolli nazionali più aggiornati sia in ambito diagnostico che di trattamento nel tempo, essendo il diabete una malattia cronica da cui ad oggi non è possibile “guarire” nel senso più stretto del termine».

La medicina

Non è stato accertato che si tratti della variante inglese del Covid. «La paziente in oggetto è risultata positiva al tampone per Sars-Cov2 che viene eseguito a tutti i bambini che ricoveriamo, ma non è stato effettuato alcun sequenziamento del materiale genetico virale. L’attribuire quindi la causa della malattia metabolica alla variante inglese del Covid è una dichiarazione priva di ogni fondamento – asserisce Selicorni - E’ certamente opportuno, cosa che si sta facendo, monitorare la prevalenza dell’insorgere di queste condizioni nel contesto pandemico che stiamo vivendo, ma ad oggi dare per scontato che vi sia un nesso di causalità tra le due condizioni è cosa assolutamente infondata e priva di valenza scientifica».

La bambina è sottoposta a terapia insulinica dopo che, una settimana fa, è stata ricoverata all’ospedale Sant’Anna a seguito del peggioramento delle sue condizioni. La classe che frequenta era stata la prima della scuola elementare di Cermenate a essere messa in quarantena dopo che erano stati riscontrati alcuni casi di positività. Circa una settimana dopo l’inizio del periodo di isolamento fiduciario, la bimba ha cominciato a stare poco bene. Aveva spesso sete, specialmente di notte, e ha subito una forte e rapida perdita di peso (6-8 chilogrammi, ne pesava 33), sintomi tipici del diabete di tipo 1. La pediatra aveva disposto una serie di accertamenti anche per approfondire una possibile predisposizione genetica alla malattia, ma è subentrato il ricovero. Sottoposta a tampone, è risultata positiva al Covid.

La replica

«Non basta sostenere a parole che non ci sia alcuna correlazione scientifica tra la positività al Covid e il diabete – dichiara la nonna paterna - Oltretutto ci sono pubblicazioni scientifiche che sostengono invece un collegamento fra Covid e il diabete di tipo 1 di nuova insorgenza in bambini. Non bastano le parole, va fatto a mia nipotina (sempre che non sia già stato eseguito) il test degli anticorpi del diabete di tipo 1 e vogliamo conoscerne il risultato. Se dall’esito emergerà che gli anticorpi non sono presenti è perché sono stati distrutti dal Covid che può attaccare anche il pancreas».

La nonna conclude: «Vorrei poter vedere confermato o smentito non sulla base di parole, ma di esami clinici, che la causa scatenante del diabete sia stata il virus del Covid, come sospetto. Pronta a ricredermi, se sarà dimostrato il contrario. Abbiamo tutto il diritto di capire il motivo per cui una bambina in piena salute, che non ha mai manifestato sintomi di diabete ancorché ci fosse una familiarità, lo abbia sviluppato dopo aver contratto il Covid. Addolora sapere che una bimba di 8 anni sia costretta a diventare adulta e responsabile, quando aveva davanti una infanzia spensierata, forse come conseguenza di un’infezione contratta in un ambiente come la scuola, che dovrebbe essere sicuro».

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