Nuova webcam al bivacco “Città di Cantù”: il ghiacciaio al Giogo Alto sempre più ritirato

Installata dai soci del Cai Cantù a 3mila e 535metri di altezza, l’inquadratura mostra il ghiacciaio con aggiornamenti circa ogni 30 minuti

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Cantù

Una nuova webcam montata al bivacco “Città di Cantù” dai soci del Cai Cantù: come viene annunciato dalla sezione cittadina, l’inquadratura mostra di nuovo, con aggiornamenti circa ogni 30 minuti, il ghiacciaio al Giogo Alto, la sella posta tra il Monte Zebrù e la cresta sud dell’Ortles, in provincia di Bolzano. La rossa struttura è situata a 3mila e 535metri di altezza. I soci del Cai sono stati costretti a intervenire anche con l’installazione di una nuova corda: critica, infatti, la situazione del ghiacciaio, sempre più ritirato per i cambiamenti climatici. Arrivare in cima è sempre più complicato.

Il bivacco attuale, posizionato in quota nel 2015, ha sostituito il precedente, posizionato nel 1971. In precedenza, nel 1901, in quel punto fu costruito il rifugio “Hochjoch Hütte”, per volontà della sezione di Berlino del Club Alpino Tedesco, demolito poi dalle forze armate italiane durante la prima guerra mondiale. La spedizione di questi giorni ha potuto contare sull’utilizzo di un elicottero: «Eravamo io, Plinio Galvan, Ecclesio Villa e Luigino Tomasella - spiega la presidente del Cai di Cantù Marika Novati - Grazie al bando di Regione abbiamo avuto una sovvenzione e c’è stata la possibilità di prendere un elicottero. Il tutto in collaborazione con Elitellina, Pietro Canclini e Rifugio Quinto Alpini. Siamo arrivati in queste mattine: avevamo già provato a luglio a raggiungere il bivacco, ma a causa del forte vento non è stato possibile arrivare».

La situazione

«Siamo andati a sostituire la webcam precedente, rotta - prosegue - quindi adesso si può di nuovo vedere via Internet il ghiacciaio e avere un’idea di quale sia la situazione, prima di affrontare la salita. Abbiamo anche posizionato una corda fissa per agevolare l’ascesa verso la cresta che porta al bivacco: purtroppo con i cambiamenti climatici il ghiacciaio è arretrato sempre di più, e quindi la salita per arrivare in cima è sempre più lunga e impegnativa. Nel corso di questi undici anni, da che c’è il bivacco nuovo, il ghiacciaio si è abbassato tantissimo. Tutta un’altra cosa rispetto ai tempi della posa, undici anni fa. In questo periodo nevicava anche, ogni tanto. Adesso, invece, solo piogge. Che al ghiacciaio provocano ulteriore sofferenza».

Si tratta di un’area d’elite per l’alpinismo. «In un anno passeranno da lì una ventina di persone: non sono nemmeno poche se si considera la zona per quello che è - dice - La nostra webcam fa parte di un progetto del Cai regionale, con la consegna della tecnologia alle sezioni che ne hanno fatto richiesta. Le immagini della webcam vengono utilizzate anche dalle guide alpine. Già che siamo saliti per questa manutenzione straordinaria, ne abbiamo approfittato per verificare se è tutto in ordine, e lo è, e fare pulizia. Almeno una volta all’anno, meteo permettendo, cerchiamo di passare».

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