Omicidio di Vighizzolo, Maffia: «Non pensavo di averlo ucciso»
Ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari l’uomo di 33 anni che ha ucciso con due coltellate Aldo Marra, 55 anni di Cantù, falegname
Cantù
Ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari Maria Elisabetta De Benedetto. Due ore a ripercorrere le due coltellate che hanno posto fine alla vita di Aldo Marra, 55 anni di Cantù, falegname ucciso dai fendenti inferti da Cristian Maffia, 33 anni. «Sì lo conoscevo, non ricordo perché abbiamo litigato, non credevo di averlo ucciso», avrebbe detto al gip, ricostruendo nel dettaglio l’accaduto, assistito dall’avvocato Selene Marsiglia.
L’interrogatorio dopo l’omicidio avvenuto sabato all’esterno del bar “Bivio” di Vighizzolo, si è svolto nel pomeriggio di martedì al Bassone. L’arrestato ha fornito la propria versione dei fatti, partendo dal perché avesse il coltello che teneva in una manica della giacca, da cui gli era caduto tanto che pure i presenti nel locale gli avevano chiesto cosa se ne facesse di quel coltello da cucina con lama seghettata, lungo 12 centimetri. Maffia non era entrato nel dettaglio, ma al gip avrebbe confermato di temere di incontrare un uomo con cui aveva litigato e che l’aveva minacciato, cui doveva 200 euro.
Maffia, sabato, era già passato con un amico da un bar di Mirabello, poi – sempre con l’amico – si era spostato al “Bivio”. Marra era arrivato solo in un secondo momento. I due, che si conoscevano proprio perché della stessa zona, si erano anche salutati, Cristian dando una pacca sulle spalle, Aldo con un buffetto amichevole. Nulla insomma lasciava presagire quello che è poi successo e che nemmeno l’arrestato sarebbe stato in grado di spiegare nel dettaglio, dicendo di non ricordare bene perché aveva bevuto.
Stando alle testimonianze, Maffia – probabilmente su di giri – avrebbe toccato i capelli di una cameriera, venendo ripreso e poi invitato ad uscire dal locale. In questo frangente sarebbe iniziato lo scontro verbale con Marra, a urla sempre più alte. Cristian avrebbe a questo punto detto di essere uscito («ero intimorito») seguito da Aldo Marra trattenuto senza esito dall’amico di Maffia che è uno dei testimoni di questa vicenda di sangue.
Il primo colpo è stato inferto nel dehor, sotto le telecamere, il secondo all’esterno dopo che Marra aveva comunque seguito Maffia anche fuori dal bar. «Ho alzato le mani e lasciato cadere il coltello», avrebbe detto l’arrestato prima di allontanarsi. Verrà infatti ritrovato dai carabinieri in via Baracca, a circa 900 metri dal locale. Il trentatreenne avrebbe anche detto di non pensare di aver fatto male alla vittima, che aveva visto allontanarsi a piedi, rientrando verso il bar. Il dramma si stava però già consumato. Con Aldo Marra a vacillare e sedersi, tenendosi la pancia. Ultimi attimi di vita per colpa di una lite che anche dopo l’interrogatorio di ieri rimane inspiegabile, senza un vero motivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA