Parigi al voto municipale
Candidata una marianese

Fabiola Conti, 33 anni, in lista con Volt Europa, nato dopo la Brexit «Non mi piace questo clima d’odio e di divisioni, vogliamo cambiare le cose»

Vive da 9 anni all’estero. Prima era stata accolta da Berlino, dove si era trasferita per lavoro, poi, 6 anni fa, si è innamorata di Parigi e lì è arrivata per restare.

Adesso, a 33 anni, 5 lingue parlate correntemente, una laurea in Economia alla Bicocca di Milano e una posizione di account manager in una multinazionale che fornisce servizi CRM ad altre aziende, la marianese Fabiola Conti ha deciso di impegnarsi politicamente nel Paese in cui si sta realizzando.

Parla 5 lingue

Ècandidata testa di lista per le Municipali di Parigi, nel 9° arrondissement, con un partito nuovo, paneuropeo e progressista, che si chiama Volt. Correrà per elezioni del prossimo 15 marzo che daranno vita al consiglio municipale di Parigi, che poi eleggerà il sindaco della città.

«Non ho mai fatto politica prima – racconta - ma ho sempre avuto un interesse per il campo e sono sempre stata un’attivista nella difesa dei diritti umani, delle donne e dell’ambiente. Mi ha sempre affascinato fare qualcosa di concreto per cambiare il mondo e agire per un futuro migliore, ma devo ammettere che mi ha sempre anche frenato molto il mondo dei politici, le lotte di partito, i tornaconto personali. Oggi si sta fomentando un clima di odio e di divisione che non mi appartiene». È con questa voglia di trovare qualcosa in cui si riconoscesse davvero che la marianese ha scoperto Volt Europa, un partito nato dopo la Brexit per creare coesione negli stati membri dell’Unione.

«Ed è proprio grazie all’Unione Europea che posso partecipare alle elezioni, non solo votando, ma anche in quanto candidata di testa di una lista elettorale». Ma perché proprio Volt? “Volt è un partito né di destra né di sinistra con un obiettivo diverso dai partiti che avevo visto precedentemente. Volt mira a cambiare il modo in cui si fa politica con una sola agenda a livello europeo che ha degli obiettivi progressisti di inclusione, democrazia ed ecologia, il tutto nel rispetto dei cittadini. Grazie all’Europa posso votare alle elezioni locali, ma pur vivendo in Francia da 6 anni e mezzo, senza la nazionalità, non ho diritto di voto alle elezioni legislative, e lo stesso avviene per molti europei che vivono in Italia. Avere una cittadinanza Europea cambierebbe le cose e Volt si sta impegnando anche per questo”.

In Francia, repubblica semi-presidenziale, i cittadini si identificano molto con il loro presidente che sono chiamati a votare direttamente e che ha pieni poteri, sostanziali e reali.

Lo Rivoluzione francese

«Ma la differenza fondamentale che vedo con la politica italiana – continua Fabiola – è un’altra, è la fiducia assoluta che hanno i francesi nello sciopero e nelle manifestazioni di piazza. Un modo di esprimere la propria opinione, che ogni francese ha sperimentato almeno una volta nella sua vita e che, a mio parere, fa parte del suo DNA, dalla Rivoluzione Francese al 68. Questo permette ai giovani di accedere più facilmente ai dibattiti politici, perché qui tutto parte dalla strada. In Francia l’accesso alla politica a mio parere è meno elitario, è più un impegno sociale comune».

Quindi anche Fabiola si è presa la sua parte di responsabilità civile. “Voglio lasciare questo mondo migliore di come l’ho trovato e non lamentarmi delle istituzioni senza fare nulla per cambiarle, non è un atteggiamento costruttivo”. A livello locale, lo slogan di Volt Parigi è “Per una Parigi più democratica, ecologia e accogliente, nel rispetto dei Parigini”.

Il programma parla di un maggiore coinvolgimento dei cittadini sui temi caldi che riguardano la città, di adottare politiche per ridurre il traffico di entrata in Parigi e di migliorare i mezzi pubblici e favorire il trasporto green, ma anche della lotta perché tutti i cittadini possano accedere ad alloggi a prezzi calmierati e i commercianti abbiano un sostegno. L’agenda è fitta. Fabiola punta a sedere nel consiglio municipale di Parigi, passaggio, che se avvenisse, la legherebbe ancora di più a questa città.

”Non sono mai stata una di quegli italiani all’estero che rinnega il suo Paese, che dice «che vergogna» a tutte le occasioni, che salta sempre sul carro che schifa l’Italia.Perché io l’Italia la amo e mi manca. Torno spesso a casa, seguo le news locali e ho un forte attaccamento verso le mie radici. Ma è anche vero che ci sono moltissime cose in cui l’Italia è purtroppo in ritardo a livello

Europeo e mi piacerebbe vederla progredire più rapidamente”.

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