Parlare di “love bombing” a scuola: «Controllo psicologico sugli affetti dei ragazzi»
Cantù Incontro con gli studenti del liceo artistico Melotti dedicato alla nuova tattica di manipolazione emotiva. Ospite Roberta Lippi, dottoressa, giornalista e podcaster
Cantù
Le domande degli studenti. C’è chi ha chiesto se una vittima, in futuro, può diventare manipolatore. Se si può sviluppare, dopo un’esperienza negativa, un timore tale da minare le relazioni future. Si sono chieste informazioni, anche, in tema di bullismo. Una docente ha ricordato, sensatamente, visti anche gli esiti tragici di alcuni episodi di cronaca, il pericolo di manipolazione nelle chat con l’intelligenza artificiale.
In 160 all’evento
Al Liceo Fausto Melotti di Cantù è arrivato “Love bombing”, un incontro e evento live a cui hanno partecipato 160 studenti della scuola di via Andina. Protagonista della conferenza, Roberta Lippi, giornalista, dottoressa in psicologia dell’arte - ha anche collaborato con Mtv Italia, Radio Popolare e varie università - scrittrice e soprattutto autrice dell’onomino podcast, “Love bombing”, appunto, di rilievo nazionale.
Definizione di love bombing. «Una tattica di manipolazione emotiva, spesso usata in relazioni affettive o in contesti di controllo psicologico - ha ricordato - Consiste nel bombardare una persona con attenzioni, complimenti, affetto, soprattutto all’inizio del rapporto. Viene molto utilizzato in gruppi che hanno l’obiettivo di conquistare un nuovo adepto, facendolo sentire speciale, al centro del mondo. Con il tempo queste attenzioni diventano strumenti di controllo. È la prima strategia manipolatoria in tutte le relazioni abusive: nell’amore, nel lavoro, nello sport, nell’amicizia. L’obiettivo finale del love bombing è ottenere potere sulla persona».
L’evento è stato pensato nella finalità di arricchire l’offerta formativa del Melotti, a favore, in particolar modo, delle conoscenze scientifiche di stampo psico-sociologico degli studenti del liceo delle scienze umane - indirizzo pure presente oltre all’artistico - al punto da avere la presenza di tutte e cinque le classi del ciclo di studi, e anche qualche altra scolaresca. Ma anche per fornire importanti spunti di riflessione su un’emergenza sociale.
L’incontro è stato organizzato in virtù del rapporto di collaborazione professionale instauratosi tra il professor Andrea Radosta, insegnante di scienze umane dello stesso liceo, e Lippi, divulgatrice dell’argomento. Con la supervisione della professoressa Lorena Sacrato, responsabile del dipartimento di filosofia e scienze umane, e della dirigente scolastica Anna Proserpio.
Conferenza interattiva
«L’evento - spiega il professor Radosta - si è concretamente svolto sotto forma di conferenza interattiva in presenza nella quale i partecipanti, gli studenti del quinquennio di scienze umane, potevano liberamente portare le loro esperienze e porre domande alla relatrice che, dopo aver introdotto l’argomento e illustrato alcuni esempi, ha risposto alla curiosità dell’uditorio. I ragazzi, precedentemente formati sulla questione tramite l’ascolto di alcuni podcast presenti in rete, si sono mostrati molto interessati e hanno avuto l’opportunità di “implementare” la loro preparazione scolastica confrontandosi con un’esperta che ha anche permesso loro di esplorare i risvolti pratici della psicologia e delle scienze umane in generale». Più di due ore intense e foriere di riflessioni.
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