Paura a Camerlata: 14 operai intossicati

L’incidente Fumi di cloro fuoriescono dalla tintoria di via Donatori di Sangue, diffondendosi in tutta la zona. Odore acre e allarme. Sarebbe la conseguenza del travaso di mille litri di candeggina da un camion a una cisterna

Quattordici persone sono rimaste intossicate nel primo pomeriggio di ieri alla Tintoria Lariana di via Donatori di Sangue, in conseguenza di una reazione innescata dal travaso di mille litri di ipoclorito di sodio (vale a dire di candeggina) in una vasca che già conteneva soda caustica.

L’operazione, probabilmente frutto di un errore umano, ha prodotto un’abbondante fuoriuscita di fumi di cloro, potenzialmente molto tossici. Negli ospedali di Como - Valduce e Sant’Anna - e in quello di Cantù sono stati trasferiti 14 lavoratori, 13 addetti alle dipendenze della tintoria e l’autista del camion che trasportava la candeggina prima dell’operazione di travaso. In serata fonti di Areu hanno reso noto che si trattava di pazienti tutti in codice giallo, il codice che identifica i traumi di gravità per così dire “intermedia”, tra il verde e il rosso (il codice di chi versa in pericolo di vita); sono stati tutti trattenuti sotto osservazione, posto che, a quanto pare, i fumi di cloro potrebbero indurre un peggioramento delle condizioni nell’arco delle successive 24 ore.

Allarme alla Tintoria Lariana: reazione chimica dell'ammoniaca. Video

Allarme tra i residenti

Nelle prime ore del pomeriggio un acre odore di candeggina si è diffuso in tutta la zona di Muggiò, Camerlata e Breccia, suscitando anche un certo allarme tra i residenti. Ats ha chiesto al Comune di attivarsi per suggerire di mantenere chiuse porte e finestre a scopo cautelativo, anche se poi, e per fortuna, circa un’ora dopo l’incidente, attorno alle 17, il cattivo odore andava già dissolvendosi.

La ricostruzione

Notevolissimo, comunque, lo spiegamento di forze: tra via Donatori di Sangue e via Cumano - strada che in direzione di Muggiò costeggia il terreno di proprietà della tintoria - sono intervenuti gli specialisti Nbcr dei vigili del fuoco (cioè gli esperti in materia di inquinamento nucleare, batteriologico, chimico e radiologico), personale dell’Arpa, la Protezione civile coordinata dalla prefettura, i carabinieri della stazione di Como, le volanti della polizia e la Polizia locale oltre che, naturalmente, un numero notevole di ambulanze dirottate dalla centrale operativa del 118.

Il personale sanitario ha visitato sul posto la quasi totalità degli addetti che al momento dell’incidente si trovavano negli ambienti interni all’azienda, selezionando quelli che meritavano di essere indirizzati verso gli ospedali; gli altri, per fortuna la maggior parte, sono stati subito “liberati”, in un clima di preoccupazione comunque abbastanza tangibile, che soprattutto nei primi minuti immediatamente successivi all’incidente cresceva al passo con il diffondersi dei fumi e di quell’odore sgradevolissimo, che anche a una certa distanza da via Donatori ha provocato più di un malessere, sia pure transitorio, negli uffici e nelle abitazioni. Ora, in attesa di valutare le conseguenze per i 14 ricoverati, e con la speranza che vengano tutti dimessi senza ulteriori strascichi, bisognerà chiarire le cause dell’incidente, come sia stato possibile che ipoclorito di sodio e soda caustica entrassero in contatto. Proveranno a chiarirlo l’indagine e gli accertamenti condotti dal personale di Ats e dai vigili del fuoco, che nel corso della giornata hanno anche proceduto alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’ambiente di lavoro.

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