Pedaggio sulla super Milano-Meda: «Da mesi c’è un silenzio assordante»

Mobilità Orsenigo (Pd): «La destra che guida la Regione pare aver deciso, sarà a pagamento». Anche i consumatori incalzano. Codici: «Purtroppo qualcosa si muove, eccome: sono i cantieri»

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Mariano

«Sul pedaggio tra Milano e Meda un silenzio assordante». Dopo mesi di raccolte firme, audizioni, dibattiti politici, tavoli tecnici con rappresentanti della maggioranza e mozioni più polemiche proposte dalle minoranze, sul ticket previsto per percorrere la vecchia statale è calato il silenzio. Gli ultimi incontri in Regione risalgono alla primavera, poi sconti e gratuità almeno per i pendolari sono usciti dai radar.

Fine lavori a novembre 2028

Intanto però i lavori in Brianza corrono, il cronoprogramma secondo i costruttori dovrebbe essere rispettato. Chiusi i cantieri la tratta, inglobata nella Pedemontana, i pendolari pagheranno un centinaio di euro di pedaggio al mese. Associazioni e movimenti civici non si rassegnano all’idea.

«La destra che guida Regione Lombardia sembra aver deciso: la Milano-Meda sarà a pagamento – commenta il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo - lo si intuisce dal fatto che, dopo le prime convocazioni, i tavoli istituzionali che coinvolgevano le due province interessate sono caduti nel dimenticatoio da mesi. L’unico spiraglio che era rimasto aperto era quello di prevedere una scontistica per chi percorreva quotidianamente il tratto interessato. Ma ora il silenzio è totale».

Tanti Comuni, a sinistra e a destra, hanno già alzato la voce. «Si tratta proprio di una grave mancanza di rispetto verso i sindaci che hanno portato in consiglio delibere per chiedere la gratuità del tratto – dice Orsenigo - come nei confronti delle migliaia di cittadini e cittadine che hanno firmato la petizione contro il pedaggiamento. La destra ormai fa la guerra a chi deve spostarsi in macchina per lavorare: in Lombardia, dove vuole mettere un pedaggio sulla Milano-Meda, e a Roma, dove continua a non dare risposte strutturali sul caro carburante. È una politica che mette le mani in tasca a chi ogni giorno deve spostarsi per guadagnarsi da vivere».

«Purtroppo qualcosa si muove eccome: si muovono i cantieri – gli fa eco Davide Zanon presidente dell’associazione di consumatori Codici di Meda – i lavori delle tratte B2 e C procedono e il cronoprogramma prevede oggi il completamento entro novembre 2028. Sul punto che interessa maggiormente cittadini e pendolari, però, le risposte non avanzano alla stessa velocità. Ad oggi non ci risulta alcuna decisione definitiva che escluda il pedaggio sulla parte dell’attuale Milano-Meda che verrà inglobata nella Pedemontana, né una soluzione concreta per tutelare chi quella strada la percorre ogni giorno per andare al lavoro. È questo che troviamo incomprensibile: mentre l’opera diventa ogni mese più concreta, sul costo che verrà imposto agli utenti continua a mancare una risposta chiara».

Una mappa “Salva portafoglio”

Codici sta costruendo la mappa “Salva portafoglio” con i percorsi alternativi per evitare il futuro ticket, anche interni ai paesi. «Se qualcuno pensa di trasformare la Milano-Meda in una nuova spesa obbligata – dice Zanon - noi aiuteremo i consumatori a capire come evitarla. Avanzano i cantieri, ci aspettiamo che avanzino anche le risposte».

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