Rubati i fiori dove è morto Luciano: «Vergogna, aggiunge solo altro dolore»

Cantù Lo squallido episodio è avvenuto nel punto dello schianto dello scooter in via Fossano. La denuncia è della sorella di Ruscinito. Attesa per il nulla osta ai funerali dell’uomo di Carugo

Cantù

Lasciare i fiori nel punto in cui un proprio caro, sulla strada, ha perso la vita. E scoprire nelle ore successive, quando ancora il funerale nemmeno è stato fissato, che il mazzo in memoria del proprio familiare non c’è più, perché è stato rubato. Questo è quanto successo ai familiari di Luciano Ruscinito, il 57enne morto in un incidente stradale nel pomeriggio di giovedì, in via Fossano. Un episodio che, come conferma la sorella della vittima, Emanuela, aggiunge dolore al dolore. Altri familiari, in una storia girata sui social, sono stati comprensibilmente ancora più netti: «Siete una vergogna», le parole rivolte agli anonimi autori del vile gesto.

L’incidente di giovedì scorso

Ruscinito, lavoratore autonomo, nel pomeriggio di giovedì, da Cantù, dove si trovava - come riferito a casa - per una commissione, in sella al suo suo motoscooter stava tornando dalla sua famiglia a Carugo. Sulla sua strada ha trovato un’auto che, dalla direzione opposta, ha svoltato a sinistra per dirigersi verso l’Istituto English Gate: un nonno che, con altri familiari, stava andando a prendere il nipotino a scuola. Ruscinito, che potrebbe anche aver tentato di evitare l’impatto, è purtroppo finito con violenza contro la portiera posteriore sul lato destro del veicolo, rovinando poi a terra. È morto poco dopo all’ospedale Sant’Antonio Abate, nella vicina via Domea.

Il nastro legato all’albero

Sono ore durissime per la famiglia che, nel massimo riserbo, aveva deciso di omaggiare il proprio caro, portando sul luogo della tragedia un mazzo di fiori avvolto nel cellophane. Una composizione elegante, colorata e sobria, stretta da un nastro e legata attorno al tronco di un albero. Ma, appunto, qualcuno è poi intervenuto per prendersi i fiori. Lasciando giusto il cordino che teneva quanto avvolto vicino alla corteccia dell’albero.

A denunciare l’accaduto, è stata la stessa sorella del motociclista deceduto: «Abbiamo messo un mazzo di fiori nel luogo dell’incidente di mio fratello, dove ha perso la vita, portandosi via parte della nostra... E indovinate un po’? I fiori sono stati tolti o rubati». A La Provincia, la donna aggiunge: «Non è il valore, ma il gesto. Quanto successo, sì, ci ha fatto ulteriormente soffrire».

Sono in corso intanto tutti gli accertamenti del caso relativi all’incidente: con l’autopsia prevista in queste ore, nel pomeriggio di ieri la famiglia ancora non aveva potuto fissare i funerali. Intanto: dolore su dolore.

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