Stradino morto investito a Carimate: assolti il sindaco e il tecnico comunale
La tragedia Il pm aveva chiesto 4 mesi per la morte di Giacomo Carpignano, 54 anni, nel 2020. Tesi della difesa accolta: «Allevi ha chiesto solo di mettere la segnaletica che indicava pericolo»
Lettura 1 min.Carimate
«Il sindaco non disse di rincorrere il maialino, disse di mettere la segnaletica per tutelare gli altri cittadini dal pericolo. Una richiesta che crediamo sia normale, per il bene della comunità. Di fatto, disse solo di mettere in sicurezza la strada perché il recupero dell’animale avrebbe dovuto spettare ad altri, all’Ats».
Con queste parole, pronunciate al termine dell’arringa a conclusione del processo, l’avvocato Ivana Anomali ha chiesto e poi ottenuto dal giudice l’assoluzione «per non aver commesso il fatto» del sindaco di Carimate, Roberto Allevi, che era stato portato in aula in quanto accusato dell’omicidio colposo di un un dipendente del comune in concorso con il responsabile dell’area tecnica del municipio, Domenico De Nicola, difeso dai legali Rolando Rubini e Licia Colombo.
Il precedente patteggiamento
La procura, con una requisitoria condotta dal pm Simone Pizzotti, aveva chiesto invece una doppia condanna a 4 mesi. Aveva già patteggiato l’uomo che materialmente aveva investito – mentre era in sella alla sua moto Kawasaki – il dipendente di Carimate che stava cercando di recuperare il maialino che era fuggito e che metteva in pericolo la circolazione stradale. La tragedia che era costata la vita a Giacomo Carpignano, 54 anni, per oltre 20 anni operaio del Comune di Carimate, era avvenuta il 20 luglio 2020.
Stava piazzando i cartelli
Lo stradino era stato travolto da una moto mentre piazzava dei cartelli sulla via Giovanni XXIII. Un incidente gravissimo che, nove mesi più tardi, l’aveva portato alla morte. Il motociclista se l’era trovato davanti senza riuscire ad evitarlo, colpendolo con il casco. Ma a processo, erano finiti anche il sindaco e il dirigente dell’area tecnica che ieri sono stati assolti dal giudice. Secondo il pm, che aveva parlato in apertura di udienza, in questa vicenda c’era stata «faciloneria» e «una certa approssimazione», con delle disposizioni impartite al lavoratore poi deceduto e al collega che era andato con lui «senza fare valutazioni reali dei rischi cui andavano incontro».
Una situazione di rischio che dunque, per il pm, non «fu valutata correttamente» creando un profilo di colpa concorrente con quello del motociclista. Da qui la richiesta di condanna a 4 mesi, da convertire in pena pecuniaria, sia per sindaco sia per dipendente del comune.
«Fu un drammatico incidente»
Le difese hanno però ribattuto, sia con l’avvocato Anomali per conto del sindaco, sia con i legali Rubini e Colombo che hanno sottolineato come «non si trattò si un infortunio sul lavoro ma di un drammatico incidente stradale», un cui tuttavia gli imputati non avevano responsabilità avendo solo detto di «piazzare la segnaletica stradale e non di inseguire il maialino», «operai che tra l’altro erano stati regolarmente formati».
Posizioni che hanno retto al vaglio del giudice Carlo Cecchetti che, al termine della camera di consiglio, ha assolto i due imputati chiudendo cosi una vicenda penale che si trascinava da anni.
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