Il teatro dialettale si fa solidale: sala piena per aiutare chi ha una disabilità
Cantù San Teodoro pieno per “Quel certo non so che!”. Il ricavato della serata sarà destinato alle strutture del territorio che accolgono persone con disabilità, dalla Garibaldi Pogliani alla Fondazione Eleonora e Lidia
Lettura 1 min.Cantù
A Cantù il teatro dialettale si muove a favore della solidarietà, organizzando una serata per raccogliere fondi a favore delle strutture del territorio che ospitano persone disabili. Fautori dell’iniziativa, i componenti della compagnia teatrale I Poco-Stabili che, in collaborazione con l’associazione Pro Loco Per Cantu e gli Amici del Parco del Bersagliere, hanno pensato di chiamare a raccolta tutti gli appassionati delle loro interpretazioni, riempiendo così il Teatro San Teodoro.
Una commedia sui sogni e la famiglia
Motore dell’iniziativa è la messa in scena della commedia dialettale brillante “Quel certo non so che!”. Sul palcoscenico - per la regia di Emanuele Zappa - le avventure di Demetrio, che sogna di affermarsi nel mondo del cinema sostenuto da mamma e sorella nonché spinto da quel “certo non so che” necessario per diventare attore. Ostacolato tuttavia con fermezza dal padre Gastone, contrario e viceversa convinto che il figlio non abbia alcuna reale vocazione e sia destinato a lavorare nell’impresa di famiglia: un conflitto narrativo sviluppato poi tra colpi di scena, amori che iniziano a sbocciare, incalzanti pettegolezzi e situazioni sempre più paradossali, per un susseguirsi di eventi comici.
Non sono mancati gli applausi a fine serata. «Abbiamo voluto offrire uno spettacolo a favore di alcune istituzioni che si occupano delle persone disabili a Cantù e sul territorio - spiega Enrico Broggi, presidente di Per Cantù oltre che attore ne I Poco-Stabili - Il senso: raccogliere fondi per poi incanalare il tutto a favore delle strutture. La risposta del pubblico è stata molto buona, con 180 spettatori che hanno riempito la platea del Teatro San Tedoro. È andata in scena una replica della nostra ultima commedia. Successivamente, ci sarà la distribuzione di quanto raccolto nel corso della serata».
Le realtà sociali coinvolte
E chissà che qualcuno non voglia farsi avanti anche ora per sostenere l’idea. A beneficiarne saranno la comunità alloggio di Intimiano e la struttura di Fecchio - frazione di Cantù - entrambe gestite della Garibaldi Pogliani Onlus; e la Fondazione Eleonora e Lidia Onlus di Figino Serenza. Non solo. Nei giorni scorsi, 60 ospiti diversamente abili con una ventina di educatori, sempre a Fecchio, hanno beneficiato di una merenda di volontariato a base anche di salamelle alla griglia. Per un momento conviviale e di svago - nel solco di quanto avviene periodicamente grazie anche agli Amici del Parco del Bersagliere: a giugno, ad esempio, c’era stato il consueto pranzo con gli ospiti speciali, come è stato chiamato l’appuntamento diventato tradizione tra gli alberi di via Como - molto apprezzato.
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