Truffa Ibs Forex, risarciti dopo 17 anni. E la Cassazione condanna la banca
La causa civile Medici, professionisti e imprenditori comaschi recuperano i soldi persi. Per i giudici l’istituto deve pagare perché i conti erano legati al sistema della finanziaria
La maxi frode di Ibs Forex, la società finanziaria con sede in piazza Grimoldi scomparsa dalla sera alla mattina più di 17 anni fa con gli investimenti milionari di decine e decine di clienti, torna improvvisamente d’attualità. Merito del ricorso di alcuni di quei clienti che hanno fatto causa alla banca che, all’epoca, aveva legato alcuni conti corrente alla società poi dichiarata fallita nel 2009.
La Corte di Cassazione non solo ha respinto il ricorso presentato dalla banca, la Bcc di Cantù, ma ha anche condannato l’istituto di credito per «abuso del processo».
Il caso
La sentenza della Suprema corte civile segue la doppia vittoria, in sede civile, conseguita da diversi correntisti della Bcc (medici, professionisti e imprenditori) che avevano aperto un conto corrente alla filiale di piazza Grimoldi in quanto avevano accettato di diventare clienti della Ibs Forex.
La società era nata - e morta - molto rapidamente. Specializzata in intermediazione valutaria, prometteva rendimenti elevati. Riuscì a raccogliere decine di milioni da risparmiatori e enti pubblici, ma il sistema da lei creato si era rivelato – secondo l’accusa accolta dal tribunale – orientato fin dall’inizio alla frode e così la storia si è conclusa con il fallimento e la perdita dei capitali.
I vari clienti hanno fatto causa per poter rientrare in possesso dei risparmi volatilizzati, ma pochi hanno avuto successo. Tra quei pochi la decina di persone che ha presentato ricorso dieci anni dopo il fallimento della Ibs Forex, chiedendo alla banca presso la quale erano stati spinti ad aprire un conto corrente operativo la restituzione dei soldi perduti.
Sia in primo che in secondo grado i giudici hanno dato loro ragione. E hanno condannato la banca a restituire la somma complessiva di circa 640mila euro, ovvero i soldi che la Ibs Forex aveva fatto sparire nel giro di pochi mesi.
Sotto il profilo tecnico, la condanna è legata al fatto che i conti corrente aperti presso la Bcc Cantù non erano conti autonomi, ma collegati a quelli di Ibs Forex. Di fatto il correntista autorizzava Ibs a «regolare le operazioni effettuate per conto tramite il conto corrente bancario» aperto presso la banca e contestualmente autorizzava la banca a «rendere il conto corrente indisponibile» per sé stesso «intendendo lo stesso vincolato a garanzia e regolamento delle operazioni poste in essere con Ibs Forex».
L’ulteriore sanzione
Ma oltre la restituzione di quei 640mila euro, la banca è stata pagata anche a versare un’altra trentina di migliaia di euro per “abuso del processo”. In buona sostanza, secondo i giudici della Cassazione, i legali dell’istituto di credito hanno insistito nel ricorso alla Suprema corte nonostante il consigliere della Corte che aveva esaminano il ricorso, lo aveva giudicato inammissibile proponendo una definizione anticipata della controversia.
Ma la banca «ha insistito su tesi già smentite dal quadro normativo e giurisprudenziale consolidato». Da qui la condanna.
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