Varo del ponte di Asnago, ritardo di un mese

Cantù «Posa attesa tra il 18 e 22 marzo». Un investimento da 3,4 milioni per il nuovo cavalcaferrovia. Quello vecchio sarà ciclopedonale

Un ponte che si muove anche se in ritardo di un mese, rispetto a quanto previsto. Ma, del resto, portare un gigante simile da una parte all’altra della sottostante ferrovia internazionale Milano-Como-Chiasso, a Cantù Asnago, non è certo un’operazione da tutti i giorni. E quindi, anziché la metà di febbraio, si dovrà attendere, verosimilmente, quella di marzo. Ma è comunque questione di pochi mesi: l’apertura del cavalcaferrovia potrebbe infatti avvenire già nel mese di maggio.

È lì, che, dal lato di Cermenate, punta verso il lato di Cantù, il nuovo ponte che si affiancherà all’attuale, vecchio di un secolo, con portata limitata a 40 tonnellate, destinato a essere utilizzato solo da pedoni e biciclette. Molto è stato già fatto dall’azienda valtellinese, impegnata nel cantiere, la Quadrio Costruzioni.

Venti ore di lavoro per spingerlo

Mentre i lavori procedono - investimento pubblico da 3 milioni e 400mila euro, una grande e comoda curva a “u”, una parabola ampia per collegare la città con il sistema viario più strategico di interesse regionale - per la Provincia, l’ente proprietario della strada, tutto si gioca sul momento in cui si potrà spingere il ponte sopra i binari, per arrivare a toccare terra poco oltre la zona artigianale di Cantù Asnago. Serviranno in tutto circa 20 ore per spingere il manufatto da un lato all’altro.

«C’è una finestra, tutta da definire, in cui, tra il 18 e il 22 marzo, potrebbe essere possibile procedere con il varo del ponte - spiega l’ingegner Bruno Tarantola, dirigente dell’area sviluppo del territorio e trasporti - in questa finestra, le ferrovie dovrebbero già sospendere la linea di notte, tra mezzanotte e mezza e le quattro e mezza del mattino. Quindi il periodo, per questa fase importante dei lavori, potrebbe essere proprio quello. I particolari sono da definire. Si potrebbe ad esempio spingere in parte già di giorno il manufatto, per poi proseguire di notte».

I tempi dell’apertura ai veicoli

Diversi gli aspetti in gioco: «Come la velocità di avanzamento con cui si procederà nello spostare il ponte verso il lato di Cantù. E se ci saranno eventuali possibilità o meno di avere, anche solo per un giorno, l’avambecco in un punto un po’ più avanzato».

Avambecco che, per chi non lo sapesse, nelle costruzioni di ponti è la struttura provvisoria che durante il varo delle travate viene collegata alle testate delle medesime. «Ad oggi si sa che una finestra temporale per la spinta c’è, e che dovremmo quindi sfruttarla, conciliando il momento con il fatto che le ferrovie dovranno già sospendere la linea in notturna per i loro motivi. Da qui al 18 marzo abbiamo tutto il tempo per decidere», dice Tarantola.

Di conseguenza, anche l’apertura dello stesso ponte al traffico è inevitabilmente legata a questa fase cruciale. «Questo ovviamente ci detta le condizioni sull’apertura - spiega Tarantola - dopo aver spinto il manufatto, che sarà già completo tranne che per la pavimentazione, possiamo definire anche i lavori di contorno. Orientativamente, un paio di mesi oltre il varo, quindi a maggio, quando il ponte potrebbe essere aperto alla circolazione dei veicoli».

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