Cronaca / Como cintura
Domenica 15 Febbraio 2026
Addio a Gaetano Peverelli: ha fondato l’impero del verde
Fino. Classe 1930, era lo storico titolare dell’azienda florovivaistica. La figlia Roberta: «Autorevole, ma non si imponeva: con alto profilo etico»
Fino Mornasco
Ci lascia un’altra importante figura del territorio. Ieri è mancato Gaetano Peverelli, nato nel 1930, uno degli ultimi rappresentanti di quella borghesia illuminata lombarda che ha tracciato i futuro della nostra economia.
Alla guida della Peverelli srl di Fino Mornasco e di Verdeambiente dal dopoguerra, ha impresso un forte impulso e una visione alla crescita delle imprese in continuità con l’attività avviata dai predecessori.
Le aziende sono oggi alla quarta generazione, rappresentata dalla figlia Roberta che prosegue l’attività e che conserva del papà un ricordo carico di commozione, stima e affetto: «nel dopoguerra c’era molto lavoro e si impegnò su Milano ed è anche per questo che l’azienda è ancora molto presente nei grandi interventi milanesi. Accanto all’attività di floricoltura e poi di costruttori del verde, abbiamo anche l’attività per il compostaggio avviata negli anni novanta e ancora oggi molto innovativa. Si parte dal recupero dei rifiuti vegetali per reintrodurli in filiera: mio padre aveva la forza di credere nell’innovazione e la testa per svilupparla».
L’impegno di Gaetano Peverelli si è espresso anche a livello istituzionale: è stato vicepresidente di Confagricoltura proprio nell’ambito del florovivaismo, in una sezione dedicata. È stato membro della Camera di commercio di Milano e ha lavorato intensamente per un riconoscimento del florovivaismo che all’epoca non era prevalente rispetto alle attività di costruzione o di impiantistica.
Oltre a Roberta, lascia la figlia Simona e i cinque nipoti che stanno già proseguendo l’attività di famiglia. Dieci anni fa è scomparsa la moglie Maria Ferrari, conosciuta giovanissimi, a questo dolore è seguito, pochi anni dopo, quello per la perdita del figlio Stefano, anche lui impegnato in azienda.
«Noi figli gli dobbiamo molto perché era un uomo autorevole che non si imponeva mai, discreto e silenzioso; una di quelle figure che se ne stanno andando a una a una e che ci lasciano un insegnamento prezioso – prosegue Roberta - aveva un altissimo profilo etico del lavoro, un atteggiamento di rispetto verso il personale e una grande visione. Questo è il ricordo meraviglioso che abbiamo di un papà fantastico. I nipoti gli sono riconoscenti perché fortunatamente ha vissuto a lungo e ha potuto conoscerli bene e trasmettere loro i valori che hanno guidato la sua vita».
C’è un aneddoto che Roberta ha voluto condividere: «mio papà era il primo di cinque fratelli e il nonno era già attivo nella coltivazione dei vivai. Proprio perché primogenito, nel 1946, dovette andare a Firenze a frequentare le superiori. Raccontava del lungo viaggio, diciotto ore in treno, che fece da solo a 15 anni per andare in collegio. In seguito studiò in Olanda, dove si perfezionò su particolari tipologie di coltivazione, imparò anche l’olandese e persino a pattinare. Aveva un desiderio di conoscenza unico: alle cinque del mattino leggeva il Corriere della sera e alle sette ce lo raccontava».
Il funerale sarà domani, lunedì, in parrocchia a Fino Mornasco alle 15.30.
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