Asilo nido, comincia la nuova gestione. Il Comune affiancato da un privato

Fino Mornasco. “Il Gelso” affidato alla Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà di Como. L’ente dovrà garantire il personale e la gestione, ma la responsabilità resta del municipio

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Fino Mornasco

Asilo nido comunale “Il Gelso” di via Valtellina, a Fino Mornasco: si cambia. Dal primo settembre debutta la cosiddette “coprogettazione”.

Non sarà più Asci (Azienda sociale comuni insieme) con altri enti del terzo settore a garantire il personale e la gestione: se ne occuperà esclusivamente la Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà di Como. Il Comune resta comunque unico titolare e responsabile del servizio.

Il partner

La Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà nasce nel 1994, si occupa di assistenza agli anziani, accoglienza degli stranieri, servizi per bambini, ragazzi, persone con disabilità, problemi di natura psichiatrica e naturalmente anche di asili nido.

Al momento ha in carico nove nidi tra cui Alzate Brianza, Canzo, Cermenate, Cernobbio, Cucciago e quello aziendale dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia.

Il nido di via Valtellina ha un potenziale di 45 iscritti, attualmente i costi di gestione ammontano a 560.000 euro annui. Per la co-progettazione il Comune spenderà 1.080.000 euro in quattro anni: la metà. La co-progettazione consente però di avere sostegni da privati e anche da enti come le banche.

Ma perché si è arrivati a questa decisione? L’amministrazione comunale vuole superare il problema della frammentarietà, rapportandosi dunque con un unico interlocutore, ma al contempo mantenendo le redini del servizio.

Abbiamo interpellato Fausto Tagliabue, presidente della Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà, che spiega tempi, numeri e caratteristiche del servizio. «Avvieremo l’organizzazione il primo di settembre, ma il plesso aprirà agli utenti lunedì 7 settembre – precisa Tagliabue – Ci sarà una coordinatrice unica che garantirà 25 ore di presenza la settimana».

Faranno riferimento a lei cinque educatrici e le due storiche educatrici comunali.

«Ulteriori due educatrici si occuperanno del post-nido – prosegue ancora il presidente della Cooperativa – Ci saranno poi due ausiliare, di cui una è già dipendente comunale».

«Nei primi mesi proseguiremo nel segno della continuità con la gestione precedente – assicura Tagliabue – Poi insieme all’amministrazione comunale e ai genitori costruiremo i progetti per allargare l’offerta e le proposte formative».

In consiglio comunale

Il “caso nido” è stato anche al centro dell’ultima seduta di consiglio comunale.

Il gruppo d’opposizione, Fino Futura, ha sollevato perplessità sulle caratteristiche del progetto, reputato più simile a un appalto di gestione che a una coprogettazione; ritiene inoltre che i costi per il Comune aumentino, invece di diminuire, e chiede garanzie sulla qualità del servizio.

La vicesindaca e assessora ai Servizi Sociali Valeria Bianco ha assicurato la massima disponibilità e collaborazione della cooperativa, dimostrata anche durante un incontro a luglio con i genitori, e sui costi conferma quanto già dichiarato in precedenza: per il Comune diminuiranno.

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