Barche nel lago, arriva la stretta sulla velocità nel primo bacino

Il sindaco Alessandro Rapinese ha firmato un’ordinanza nella quale impone in tutto lo specchio d’acqua tra le due coste del Comune, quindi fino a Cernobbio da una parte e Blevio dall’altra, una velocità massima di 10 nodi nelle ore diurne e 5 in quelle notturne fino al prossimo 30 settembre

Lettura 1 min.

Como

Stretta sulla velocità delle barche nel primo bacino. Il sindaco Alessandro Rapinese ha firmato un’ordinanza nella quale impone in tutto lo specchio d’acqua tra le due coste del Comune, quindi fino a Cernobbio da una parte e Blevio dall’altra, una velocità massima di 10 nodi nelle ore diurne e 5 in quelle notturne fino al prossimo 30 settembre. E prevede inoltre norme per lo stazionamento con una apposita area lontana dalle coste (da Sant’Agostino soprattutto), dalla pista di decollo e atterraggio dell’idroscalo e dalle rotte del servizio pubblico in modo da poter multare i trasgressori fermi vicino ai muri o nella zona del porto anche se non sono in coda per caricare i clienti.

Nel documento viene precisato che «si assiste ad un progressivo e massiccio incremento dell’attività di navigazione che, oltre a generare sovente moto ondoso in grado di provocare danni alle strutture fisse e alle numerose imbarcazioni ormeggiate crea problemi per la circolazione, ivi comprese interferenze con le rotte del servizio di trasporto pubblico di linea con conseguenti rischi di incidente anche di natura mortale».

Nell’ordinanza, concordata con la Prefettura, si fa riferimento alla «ripetuta violazione delle norme di comportamento di navigazione, avuto particolare riguardo al rilevante fenomeno del superamento dei limiti di velocità da parte di unità in navigazione che vengono condotte da privati, che in numerosi casi non sono neppure in possesso di patente nautica e della necessaria esperienza». Da qui la necessità di «dover procedere a ridurre al minimo il rischio di incidenti nautici dovuti a velocità elevate in acque ristrette, ove sono stati registrati anche sinistri mortali, mediante l’adozione di limiti di velocità che obblighino la navigazione in dislocamento, consentendo così di poter manovrare in sicurezza e per tempo in caso di eccessivo traffico, limitando il rischio di collisioni». Inoltre sino a una distanza di 50 metri dalla linea di costa, la navigazione a motore è consentita ad una velocità non superiore a 5 nodi e bisogna evitare di creare moto ondoso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA