Cinque persone, cinque storie: 50 anni di ’Ndrangheta nel Comasco raccontati attraverso teatro e podcast

L’evento. Questa sera alle 21 nell’Auditorium di Tavernerio “La tela del ragno”: un appuntamento tra teatro e podcast presentato dai giornalisti Martina Toppi e Paolo Moretti per districare la tela della criminalità organizzata.

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Tavernerio

Cinque persone. Cinque storie. Cinquant’anni di ’Ndrangheta nel Nord Italia. Questa sera a Tavernerio, all’auditorium in via Provinciale 47, alle 21 è in programma lo spettacolo “La tela del ragno”. La serata di teatro-podcast sarà tratta dall’omonimo podcast, “La tela del ragno” prodotto dal quotidiano La Provincia di Como e da IrpiMedia. Un racconto dal vivo che accompagna il pubblico dentro la trama silenziosa con cui la criminalità organizzata ha esteso la propria presenza tra Milano, Como e il confine svizzero negli ultimi cinquant’anni.

A guidare il viaggio è la voce di Rudi, Rodolfo Locatelli. Cresciuto ai margini della malavita comasca, dodici anni fa è stato condannato per un omicidio aggravato dal metodo mafioso. Per un periodo della sua vita è arrivato a un passo dall’entrare in una cosca di ’Ndrangheta. Poi qualcosa è cambiato.

La sua storia si intreccia con quella di Cristina Mazzotti, diciottenne milanese rapita nell’estate del 1975 mentre trascorreva le vacanze nella villa di famiglia sul lago di Como. È il primo sequestro di una donna nel Nord Italia a opera della ’Ndrangheta. Cristina viene tenuta prigioniera per oltre un mese e uccisa per errore. Per arrivare a identificare e condannare i responsabili di quel delitto saranno necessari quasi cinquant’anni di indagini.

Tra Rudi e Cristina si snodano altre storie: l’omicidio consumato in un affollato bar di provincia nel 2008; una piazza diventata ostaggio dello spaccio e dell’intimidazione mafiosa tra il 2014 e il 2016; un’officina incendiata per punire, assoggettare e imporre il silenzio.

Cinque vicende che raccontano come la ’Ndrangheta abbia saputo radicarsi lontano dai territori in cui è nata, trasformandosi e cambiando volto nel tempo, ma mantenendo immutata la propria capacità di infiltrarsi nelle comunità, nell’economia e nelle relazioni sociali.

Eppure ogni tela può essere spezzata. Basta illuminarla. Basta una comunità capace di riconoscerla e scegliere di reagire.

Sul palco, le voci dei giornalisti Paolo Moretti e Martina Toppi, autori del podcast e firme de La Provincia di Como, si intrecciano alle musiche originali di Riccardo Cocozza e a immagini d’archivio, dando vita a un racconto immersivo che unisce giornalismo d’inchiesta, narrazione civile e teatro.

Un viaggio alla ricerca del ragno. E dei fili invisibili che ancora oggi attraversano il nostro Paese.

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