Gli orti di Sagnino, da agricoltura sociale
ad accampamento

La denuncia L’area è curata dall’associazione Terraviva Uno dei ragazzi responsabili: «Il vicinato ce l’ha con noi Nel nostro progetto coinvolgiamo persone speciali»

Lettura 1 min.

Da orti sociali a tendopoli, i vicini di casa a Sagnino puntano il dito contro Terraviva.

Nel quartiere a nord della città nel verde in via Ostinelli da diversi anni l’associazione Terraviva, composta in buona parte da giovani, porta avanti delle attività legate alla natura e all’inclusione. Nel lontano 2021 per esempio l’associazione aveva presentato il progetto “Coltivare nel verde”, un modo per sfruttare campi abbandonati e lasciati all’incuria e promuovere l’agricoltura sociale, per includere persone altrimenti ai margini.

Tramite Fondazione Cariplo, Fondazione Comasca e una raccolta fondi dedicata erano stati coinvolti tanti soggetti, enti locali, realtà attive nel terzo settore e nel campo della sanità. Passeggiate, lezioni di yoga, proposte per famiglie con bambini, era prevista anche la vendita diretta della verdura. L’orto doveva diventare un luogo di incontro.

Oggi quei terreni si presentano in maniera piuttosto diversa. Passando si notano delle baracche, ci sono delle lamiere, un wc costruito fai da te, ammonticchiate cataste di materiali. Invece il cuore del progetto, ovvero le serre e gli appezzamenti, sembrano dimenticati, a volte compaiono delle tende, passa la notte un camper. Diversi vicini parlano di «tendopoli». «Basta guardare le foto per vedere come è stato ridotto il terreno – scrive sul gruppo Facebook di Monte Olimpino un residente - camper, strutture e materiali disseminati un po’ ovunque. Un insieme disordinato che ha trasformato quello che era un prato in qualcosa che assomiglia sempre più a un accampamento». Altri vicini, preferendo restare anonimi, spiegano che cinque anni fa l’idea di partenza era bella, lodevole, ma adesso sere e notti l’area è usata per fare festa fino a notte fonda e grigliate. Mesi fa era scoppiato anche un piccolo incendio. Diverse le segnalazioni suggerite a questo quotidiano dai residenti.

«Non è mai più successo, abbiamo preso le giuste precauzioni - spiega Attilio Acocella, uno dei responsabili di Terraviva - è stato un incidente, poi abbiamo fornito tutte le garanzie al Comune e ai vigili del fuoco. La verità è che da sempre il vicinato ce l’ha con noi, diversi residenti hanno il dente avvelenato. Forse perché siamo giovani, oppure perché nel nostro progetto sociale coinvolgiamo persone speciali, con bisogni di tipo psichiatrico o necessità di inserimento lavorativo. Ma non facciamo nulla di male, niente spaccio o reati di nessun tipo. E’ vero che da qualche mese l’area di via Ostinelli è meno curata, succede perché abbiamo ricevuto anche altri terreni a San Fermo della Battaglia dove abbiamo potenziato le nostre attività. Prossimamente ridisegneremo meglio anche i campi di Sagnino. Quanto al camper è mio e ogni tanto vado e torno, le tende invece le hanno messe due amici per due notti soltanto».

Terraviva opera anche nel quartiere di Rebbio, di tanto in tanto organizza eventi, serate, incontri. I terreni in questione a Sagnino non sono comunque una proprietà pubblica. «No, non sono del Comune - ribatte ancora Acocella - si tratta di un lascito di una famiglia che avevamo ottenuto e che intendiamo destinare a scopi sociali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA