Rinviato il processo per il fallimento del Casinò di Campione
Il caso Udienza spostata al mese di dicembre per via del cambio del collegio giudicante. I fatti contestati avvenuti tra il 2013 e il 2018
Campione d’Italia
Tempi lunghi per il fascicolo che riguarda il dissesto del Casinò di Campione d’Italia.
Fatti già molto datati, con un processo di primo grado che – dopo essere passato dall’udienza preliminare – ieri non è riuscito a partire perché, dopo essersi ritrovati tutti in aula (sono quattordici gli imputati) è stata annunciata la necessità di un rinvio in seguito al cambio del Collegio giudicante che dovrà dunque essere formato di nuovo. Un rinvio nemmeno breve, visto che l’appuntamento con l’aula è stato fissato per il mese di dicembre, passando dunque in un attimo dal periodo post pasquale a quello che precederà il Natale.
Un concordato preventivo dal 2021
Ricordiamo, per la cronaca, che l’ammissione alla procedura di concordato preventivo è del giugno del 2021, mentre i fatti che dovranno essere analizzati abbracciano un periodo di tempo che va dal 2013 al 2018. Erano stati quattordici i rinvii a giudizio letti al termine dell’udienza preliminare davanti al giudice Cristiana Caruso che risale al mese di luglio del 2025. Una udienza in cui era anche stata letta una condanna con il rito abbreviato a due anni ma anche un non luogo a procedere accogliendo le richieste sia dell’accusa sia della difesa. Per gli altri imputati, ben quattordici appunto, c’era stato il rinvio a giudizio in una udienza che avrebbe dovuto aprirsi ieri ma che è stata come detto rinviata.
Il processo – di primo grado, lo ricordiamo – potrà iniziare solo ad un anno e mezzo di distanza dalla fine dell’udienza preliminare.
Rinviati a giudizio anche due ex sindaci
Tra i quattordici rinviati a giudizio ci sono anche i due ex sindaci Roberto Salmoiraghi e Maria Paola Rita Mangili in Piccaluga. Le persone finte in aula, a vario titolo, erano chiamate a rispondere alle attività di gestione della casa da gioco che aveva portato ad uno stato di insolvenza che era confluito in un concordato preventivo firmato in data 15 giugno 2021.
Secondo l’accusa, insomma, l’attività era stata protratta anche quanto il dissesto finanziario del Casinò di Campione d’Italia era ormai palese. Dissipazioni con operazioni economiche che la pubblica accusa aveva definito incoerenti con l’interesse della stessa casa da gioco.
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