Sofia, vittima a Crans-Montana. Una casa alloggio in suo nome
Fino Mornasco Donazione dei genitori della ragazza alla fondazione milanese Arché. La giovane aveva 15 anni ed era una studentessa dell’International School
Fino Mornasco
Sofia Prosperi rivive in una casa che porta il suo nome, aperta a donne e bambini con alle spalle un vissuto di violenza.
È il frutto della donazione di Roberta e Matteo Prosperi alla Fondazione Arché di Novate Milanese, in ricordo della figlia quindicenne, la vittima più giovane nel rogo di Crans-Montana del 31 dicembre scorso. Sofia abitava a Castel San Pietro nel Canton Ticino, nel distretto di Mendrisio, ma studiava alla scuola privata International School of Como di Fino Mornasco. “Casa Sofia” è stata inaugurata lo scorso 15 marzo a Novate Milanese, giorno in cui la studentessa italo-svizzera avrebbe compiuto sedici anni.
La cerimonia
Alla cerimonia hanno partecipato oltre centocinquanta persone tra amici, familiari e compagni di scuola. Ciascuno impugnava un palloncino bianco, poi liberato verso il cielo in segno di speranza e di gratitudine per aver avuto Sofia accanto nella loro vita. “Casa Sofia” ha già aperto i battenti. L’attività è iniziata ieri.
La struttura può ospitare in condivisione fino a tre nuclei mamme e bambini, accompagnandoli in una fase di semiautonomia abitativa della durata di circa 24 mesi. L’obiettivo è il raggiungimento di una piena indipendenza personale e lavorativa, supportata da un’équipe educativa attraverso l’orientamento professionale, l’educazione finanziaria e l’accesso ai servizi del territorio. La scelta dei coniugi Prosperi di aiutare la Fondazione Arché, nasce da un legame trentennale iniziato con la conoscenza di padre Giuseppe Bettoni, presidente della Fondazione.
«Vedere questa casa popolarsi, è il modo più vitale per onorare il desiderio della famiglia di Sofia - dichiara padre Giuseppe Bettoni - Da oggi questo spazio smette di essere un simbolo e diventa un approdo operativo. È qui che la fatica di chi ha sofferto incontra la competenza delle nostre educatrici, trasformando l’accoglienza in un cammino verso la libertà». Fondazione Arché nasce nel 1991 da padre Bettoni, da allora si prende cura di bambini e famiglie vulnerabili nella costruzione dell’autonomia sociale, abitativa e lavorativa offrendo servizi di supporto e cura a Milano, a Roma e a San Benedetto del Tronto. A Milano, attraverso Casa Carla a Porta Venezia, Casa Adriana a Quarto Oggiaro e Casa Paola a Rho, e a Roma, attraverso Casa Marzia, ospita mamme e bambini con problematiche legate a maltrattamenti, immigrazione, disagio sociale e fragilità personale e offre alloggio temporaneo a nuclei familiari in difficoltà attraverso i suoi appartamenti.
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