Cronaca / Como cintura
Martedì 03 Febbraio 2026
Urologia dell’ospedale Sant’Anna,
nuova prestigiosa certificazione internazionale
L’attestato, valida per 5 anni a partire da febbraio 2026, certifica che il reparto è un centro formativo di eccellenza per urologi europei e punto di riferimento per la qualità delle cure, la ricerca e la formazione specialistica
San Fermo della Battaglia
La Struttura Complessa di Urologia dell’ospedale Sant’Anna, diretta dal dottor Giorgio Bozzini, ha ottenuto una nuova e prestigiosa certificazione internazionale. Si tratta della EUSP Host Center Certification per il trattamento del cancro alla prostata, riconoscimento assegnato dalla European Association of Urology (EAU) e dall’European Board of Urology (EBU) nell’ambito del programma European Urological Scholarship Program (EUSP). La certificazione, valida per 5 anni a partire da febbraio 2026, attesta che il reparto è un centro formativo di eccellenza per urologi europei e punto di riferimento per la qualità delle cure, la ricerca e la formazione specialistica.
Il reparto ha già conseguito, sempre nell’ambito del programma EUSP, tre ulteriori certificazioni come Host Center per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, della calcolosi renale e del carcinoma uroteliale. «Siamo l’unico centro in Italia ad aver ricevuto ben quattro certificazioni EAU per il trattamento specialistico delle principali patologie urologiche», sottolinea Bozzini. Tra le patologie trattate rientrano i tumori di prostata, vescica e rene, l’ipertrofia prostatica benigna, la calcolosi urinaria, l’incontinenza urinaria, le disfunzioni sessuali maschili e le patologie andrologiche e testicolari.
«Le certificazioni ottenute riguardano l’intero spettro delle malattie urologiche - aggiunge il primario di Asst Lariana - ma anche la chirurgia ricostruttiva, le tecniche laparoscopiche e robotiche, con un’attenzione particolare agli approcci diagnostici e terapeutici più innovativi, a conferma del valore dell’attività clinica, della formazione e della ricerca portata avanti dal nostro centro. Questo riconoscimento è il risultato di un autentico lavoro di squadra - prosegue - e ottenerlo anche per il trattamento del tumore alla prostata è motivo di grande soddisfazione. Tre sono i pilastri che ci hanno portato fin qui: la solidità dei numeri, ovvero una casistica ampia e consolidata; la presenza costante nella letteratura scientifica internazionale, a garanzia della qualità della ricerca; e l’ampiezza dell’offerta terapeutica, supportata dall’impiego di tecnologie all’avanguardia». «Sono davvero orgoglioso della mia équipe - conclude -, questo traguardo riconosce l’impegno fin qui profuso e ci stimola a guardare avanti, verso nuovi obiettivi».
«Il riconoscimento ottenuto è motivo di soddisfazione e conferma la qualità e la solidità del lavoro svolto nel tempo dalla Struttura di Urologia. Si tratta di un risultato che valorizza l’impegno clinico, formativo e scientifico portato avanti all’ospedale Sant’Anna», commenta la dottoressa Brunella Mazzei, direttore sanitario di Asst Lariana.
Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente tra gli uomini in Italia. Secondo il rapporto AIOM-AIRTUM “I numeri del cancro in Italia”, si stima che nel 2024 siano stati diagnosticati circa 40.192 nuovi casi. Sebbene molto diffuso, il carcinoma prostatico ha in genere una prognosi favorevole se diagnosticato in fase precoce: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è pari al 91%, una delle più alte tra le patologie oncologiche, soprattutto considerando l’età avanzata media dei pazienti. In Italia, si stima che circa 485.000 uomini convivano con una diagnosi di tumore alla prostata. L’aumento dell’incidenza negli ultimi anni è in parte attribuibile all’impiego più diffuso del test del PSA, un semplice esame del sangue, utile nell’identificazione precoce della malattia, pur non essendo da solo sufficiente per una diagnosi definitiva. La biopsia prostatica resta l’unico esame in grado di confermare la presenza di cellule tumorali nel tessuto prostatico.
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