Villa Erba, apre il nuovo hub vaccinale
L’obiettivo: 3.400 dosi al giorno

Da oggi la campagna coinvolge la fascia tra i 70 e i 79 anni - Ancora polemiche per il posteggio a pagamento. Fermi: «Spero novità a breve» - Erba: «Assurdo»

Como

Parte questa mattina alle 8, a Villa Erba di Cernobbio, la fase massiva della campagna vaccinale, che inizia dalla fascia d’eta 70-79 e dai pazienti più fragili e via via si estenderà alla popolazione più giovane, per terminare, a seconda della disponibilità di vaccini, fra giugno e ottobre.

L’hub di Villa Erba - la cui apertura è stata contrassegnata dalle polemiche per i costi e per i posteggi a pagamento - sarà aperto sette giorni su sette dalle 8 alle 20.Inizialmente saranno attivate cinque linee vaccinali oltre e tre linee di supporto per i soggetti estremamente vulnerabili o con disabilità grave (cui è riservato un percorso dedicato), con una previsione di 720 cittadini vaccinati al giorno.

In seguito, con dosi maggiori di vaccino, le postazioni diventeranno dieci (per 1440 vaccinati al giorno) e infine, a regime, sino a 24 (per 3400 vaccinati al giorno).Sosta e viabilità e logistica sono stati - oltre a quelli più strettamente di natura sanitaria - i grandi ambiti su cui gli organizzatori hanno dovuto cimentarsi. Sulla carta, tutto dovrebbe funzionare, oggi la prova del nove. Il Comune di Cernobbio ha preparato due soluzioni di viabilità sperimentali in caso di criticità. Ecco il dettaglio organizzativo. L’ingresso alla struttura avverrà da via Regina (non come abitualmente da largo Visconti) con un percorso segnalato per raggiungere i dieci sportelli di accettazione posizionati nell’Ala Cernobbio (ingresso C7). Dall’accettazione i cittadini si sposteranno nelle postazioni vaccinali cui saranno indirizzati in base all’ordine di arrivo e prenotazione e dove sarà inoculato il vaccino, dopo il riesame, insieme ai professionisti sanitari addetti alla vaccinazione, della scheda anamnestica del vaccinando (che si consiglia di compilare prima dell’appuntamento e si trova su www.ats-insubria.it/attachments/article/6475/anamnesi%20moderna.docx) per poi sostare (per i 15 minuti di osservazione richiesti dopo la somministrazione) nel padiglione centrale. L’uscita avverrà dall’Ala Regina. Per le persone estremamente vulnerabili è previsto un percorso separato e protetto (ingresso C5, di fronte al cancello d’entrata) con spazi e postazioni dedicate.

Intanto non si placano le polemiche per la sosta a pagamento, un euro a testa che dovrebbero fruttare a Villa Erba (e in parte al Comune di Cernobbio, proprietario del 10% dei posteggi messi a disposizione) più o meno 120mila euro, che andrebbero a sommarsi ai 238mila (di puro rimborso spese, spiega il presidente del polo espositivo Filippo Arcioni) che la Regione riconoscerà alla struttura per l’utilizzo fino alla fine di agosto. Come stabilisce il contratto firmato in tutta fretta il 29 marzo dopo che Guido Bertolaso aveva definito «uno schifo» l’area vicina alla piscina di Muggiò in cui tutti fino a poco prima erano d’accordo di sistemare l’hub.

L’affaire posteggio (e prima ancora quella dell’affitto esorbitante, poi ridotto) ha suscitato una levata di scudi bipartisan: da Fratelli d’Italia con il deputato Alessio Butti a Forza Italia con Alessandro Fermi (che come vicepresidente del consiglio regionale esprime una posizione di peso e sta lavorando ancora in queste ore per un dietro front di Villa Erba: «Spero di avere novità a breve», diceva ieri), dal Pd con Angelo Orsenigo ai 5 Stelle con Raffaele Erba, entrambi consiglieri regionali. Quest’ultimo ancora ieri lamentava le «risposte evasive» della Regione sui costi dell’hub: «Avevamo presentato richiesta formale di accesso agli atti. Ma anche in questo caso non è ci è stato trasmesso alcun documento. Nell’interesse dei lombardi avremmo voluto conoscere i costi dei vari hub sparsi in Regione Lombardia per scoprire se c’erano casi analoghi a quello di Villa Erba, a nostro avviso ancora elevati». Soprattutto se li si confronta con quelli dell’altro hub comasco di analoga capacità, quello di Lariofiere. «Per quanto riguarda il parcheggio - conclude Erba - è assurdo che anche questi costi vengano scaricati sui comaschi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA