A Como molti casi di malattie infettive: quattromila segnalazioni all’Ats

Salute Il territorio comasco concentra da solo circa il 40% delle infezioni totali registrate. Preoccupa il ritorno di morbillo e varicella, in aumento le patologie legate al turismo globale

Lettura 2 min.

Più di 4mila casi di malattie infettive segnalati all’Ats in un anno. Sono state esattamente 4.102 le pratiche aperte dall’Agenzia per la Tutela della Salute nel 2025 per presunte malattie infettive, contro le 3.881 del 2024. Bisogna considerare che questa attività di prevenzione era stata a lungo sommersa dal Covid (appena 1.559 le segnalazioni nel 2021), mentre ora è tornata a salire in maniera significativa. I casi segnalati con allerta da pazienti e medici sono stati 1.233, e ancor di più quelli senza urgenze, con una percentuale di adeguatezza molto alta, pari al 76%, in progressivo aumento. I casi poi validati a seguito di controlli e analisi sono stati 2.945.

Scabbia, legionella, scarlattina e sifilide

Occorre considerare che nel territorio dell’Ats il solo comprensorio comasco somma circa il 40% del totale, quindi circa 1.200 casi reali di infezioni. Sul totale, com’è immaginabile, buona parte delle patologie si rivela poi una tradizionale influenza (664 pratiche nel 2025), ma sono numerosi anche i casi accertati di scabbia (556), seguiti dalle infezioni di origine alimentare (275). Legionellosi (180), scarlattina (159), sifilide (150), infezioni intestinali da Clostridium (128) o da Campylobacter (106), batteri che provocano sepsi e meningite (91) risultano le patologie più diagnosticate; ma attenzione anche a salmonellosi (79), varicella (54), tubercolosi (36), herpes zoster (29), pertosse (28) e morbillo (26), focolai, questi ultimi, che le vaccinazioni potrebbero spegnere sul nascere. Segnalati poi in numero minore, ma con una quota molto superiore rispetto al passato, pazienti affetti da malaria (15), monkeypox (8), dengue (6), West Nile (4) e chikungunya (2): si tratta di malattie accertate i cui vettori sono le zanzare e che si contraggono solitamente all’estero. Negli elenchi, come detto, non figurano le infezioni da Covid. Nel rapporto annuale dedicato alla prevenzione, l’Ats elenca invece anche i sei pazienti finiti nel 2025 in ospedale per aver consumato pasti contaminati; l’uso in cucina di prodotti crudi o conservati male rappresenta infatti, secondo l’Ats, un rischio non trascurabile. Si registrano inoltre undici casi per contatto con animali malati di aviaria, 141 cittadini punti da zecche e 112 morsi da cani o altri animali, più due casi più delicati di rientro da Paesi stranieri ad alto rischio infettivo (l’attenzione massima nei mesi scorsi in Africa è stata rivolta, come noto, all’ebola).

Una crescita nel 2025

Secondo l’Ats «si osserva un relativo incremento delle pratiche e degli eventi gestiti nel 2025 rispetto all’anno 2024».

«Sono numeri importanti - commenta Domenico Santoro, infettivologo comasco già primario del reparto di Malattie infettive al Sant’Anna – e in generale c’è, da un lato, una maggiore sensibilità e informazione da parte della popolazione; dall’altro, la medicina rispetto al passato ha maggiori capacità nell’intercettare le patologie grazie a migliori strumenti diagnostici. Ci sono, nella sfera delle malattie infettive, alcuni agenti patogeni che hanno saputo diffondersi. Permangono poi problemi mai superati: si pensi a morbillo e varicella, con focolai di ritorno segnalati in molte aree dell’Europa su una popolazione non del tutto vaccinata. Infine, ci sono patologie internazionali, globalizzate, che il turismo e un mondo sempre più in movimento hanno portato quasi ovunque e che sono sempre meno circoscritte. A causa di vettori come le zanzare, malattie un tempo considerate esotiche stanno diventando autoctone anche qui».

© RIPRODUZIONE RISERVATA