A “Como per tutti” c’è il ministro Alessandra Locatelli. «Basta welfare vecchi di 50 anni»

L’intervento. Dal Teatro Sociale la sfida della nuova riforma sulla disabilità: un solo certificato per azzerare la burocrazia e un progetto individuale mirato sui desideri di ogni persona

Lettura 1 min.

Nel cuore pulsante di “Como per Tutti” - l’evento dedicato all’abbattimento di ogni barriera promossa da CiaoComo, in sinergia con l’Associazione Tangram - la Sala Bianca del Teatro Sociale ha ospitato un confronto sul futuro dell’inclusione in Italia.

Protagonista indiscussa Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, che ha tracciato la rotta di una rivoluzione culturale e amministrativa non più rimandabile.

Al centro dell’intervento, la radicale riforma legislativa legata alle scadenze del Pnrr. «Sappiamo benissimo che non funziona più lavorare con un sistema socio-sanitario di welfare che è nato 50 anni fa e che oggi non è più efficace - ha esordito con fermezza la Ministra -. Il mondo è cambiato, sono cambiate le persone e le opportunità grazie alla scienza e alle nuove tecnologie».

La sfida più complessa è scardinare i vecchi schemi burocratici. «Il cambiamento è faticoso. È molto più semplice fare come si è sempre fatto. Le resistenze ci sono ancora perché la riforma cambia completamente la prospettiva: mette la persona al centro di un sistema nuovo, dove il mondo sociale e il mondo sanitario sono costretti a cooperare, cosa che oggi non succede. Spesso ho sentito trattare le persone come “di competenza dei servizi sociali” o “un caso dell’ospedale”, ma una persona ha bisogno di tutto. Parliamo da trent’anni di integrazione sanitaria, poi non si riesce a dialogare tra i sistemi. Questo non funziona più».

La risposta formale della riforma si chiama “Progetto di Vita”, un percorso personalizzato che partirà dal 1° gennaio 2027. «Noi abbiamo bisogno di dare risposte mirate, che partano dai propri desideri, non da un sistema uguale per tutti. Nessuno nasce solo per essere curato o solo per lavorare: nasciamo per vivere».

Un pilastro fondamentale sarà la drastica sburocratizzazione delle procedure di invalidità, ponendo fine a iter umilianti. «Oggi ci sono sette commissioni che rilasciano sette certificati diversi per un’unica persona. Nella riforma diciamo che ci sarà un’unica commissione che rilascerà un unico certificato con un’unica domanda. Inoltre, eviteremo di mandare le persone con disabilità a rifare la visita di rivalutazione ogni anno: è un’umiliazione, un carico burocratico e una fatica inutile se una condizione è già attestata».

Il ministro ha concluso ricordando che non si tornerà indietro: «Siamo legati alla sesta rata del Pnrr, non si può scherzare. Questo cambiamento riguarda in modo civile ed etico tutto il nostro Paese, è una questione di rispetto e dignità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA