Insulti, abusi, minacce e controllo totale. A processo per violenza a maltrattamenti

Palazzo di giustizia. Uomo di 46 anni comparirà in Tribunale per una lunga serie di accuse. La vicenda scoperta dopo il ricovero in ospedale della vittima per una testata del compagno

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Le controllava il telefono, costringendo la compagna a inviarle o mostrarle le chat che intratteneva con il datore di lavoro, con gli amici, con i figli, ma di rispondere sempre alle videochiamate in modo che potesse verificare dove fosse. La teneva controllata con le telecamere, che in casa dovevano rimanere accese anche in sua assenza. Le diceva come vestirsi, le controllava che biancheria intima indossasse prima di uscire, soprattutto ma ingiuriava, insultava e picchiava, abusando di lei in almeno quattro occasioni, pretendendo rapporti sessuali non consenzienti e dopo averla rinchiusa nella camera da letto.

L’inchiesta

È la vita d’inferno alla quale una donna di 44 anni è stata costretta dal compagno, un italiano di due anni più grande di lei. Un’inchiesta avviata dai carabinieri di Como e ora giunta al termine, con l’uomo finito formalmente sotto accusa per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni. L’imputato - di cui non forniamo le generalità per tutelare la compagna - finirà ora davanti a un giudice.

La storia di abusi e di dolore (purtroppo sovrapponibile a molte altre che in questi anni abbiamo letto) è racchiusa in meno di un anno, dall’aprile del 2023 fino al mese di gennaio del 2024 quando la signora finì in ospedale dopo aver preso una testata al volto (che le fratturò il naso) al termine dell’ennesima lite.

Il fascicolo in questione è già passato dalla chiusura delle indagini preliminari ed anche dal vaglio del giudice dell’udienza preliminare che ha rinviato a giudizio il compagno, che ha ora cambiato difesa affidandosi all’avvocato Davide Arcellaschi e che si presenterà davanti ai giudici del Collegio di Como presieduto da Valeria Costi.

Le accuse

Il capo di imputazione è molto lungo, e parte da una serie di maltrattamenti in famiglia. Episodi che andavano dai semplici (si fa per dire) insulti e dalle minacce di botte, fino a cose più pesanti, tutte comunque raggruppabili sotto il tema dell’assoluto controllo che l’uomo voleva avere della propria compagna anche in sua assenza, verificandone le chat e il telefono, come si vestisse per andare al lavoro, pretendendo che le telecamere dell’abitazione rimanessero sempre in funzione per poter verificare gli spostamenti della donna.

Una gelosia patologica, stando a quanto è stato ricostruito dall’accusa e che ora dovrà essere verificato in aula, in cui la chiamata al telefono doveva sempre essere video, per poter verificare dove si trovasse la vittima. Vessazioni in cui non mancavano plurimi episodi anche di violenza fisica, con almeno quattro abusi sessuali contro la volontà della compagna, ed anche la violenta testata al naso che aveva portato la signora al pronto soccorso dando nello stesso tempo il via all’indagine che ora è approdata di fronte al Collegio di Como, chiamato a decidere su questa vicenda dopo aver anche ascoltato la versione fornita dall’imputato.

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