Cronaca / Como città
Giovedì 29 Gennaio 2026
A tavola con Legami per il pranzo di vicinato: «Si condivide cibo e solidarietà»
Como Questo sabato dalle 12 i giovani del gruppo Legami saranno nella sede di Asylum: «Non lasciamo solo nessuno»
Como
I giovani di Camerlata rilanciano il pranzo di vicinato: «Perché nessuno resti solo». L’associazione Legàmi, gruppo ancora informale di ragazzi e ragazze dai 18 ai 35 anni, nei mesi scorsi ha fatto partire in sordina una iniziativa solidale che sta prendendo piede e che sabato a mezzogiorno, il 31 gennaio, vuole chiamare a raccolta mezzo quartiere se non tutta la città. L’appuntamento è alla sede di Asylum, in via Colonna.
«È un modo per vivere il quartiere – racconta Lorenzo Carbone, uno dei giovani referenti di Legàmi – questa idea sta ingranando la marcia. Prima all’oratorio di Camerlata, con qualche amico, poi con diverse associazioni, dall’Auser ad Asylum, ci stiamo attrezzando per creare momenti sociali in luoghi speciali. Lo scopo è stare insieme, non lasciare nessuno da solo. Ma anche creare coesione, reti, conoscenze». In media nelle poche ultime edizioni fino ad ora organizzate i commensali erano una quarantina, sotto Natale settanta. «Le volontarie di Asylum hanno una cucina e si sono offerte sabato di spadellare – racconta Lorenzo – ma ognuno porta qualcosa, è tutto gratis, salvo, chi volesse, lasciare una libera offerta. Si condivide tutto, cibo ed esperienze».
L’importante, assicurano da Legàmi, è esserci. Per confermare la presenza per sabato dalle 12 bisogna prima scrivere un messaggio al numero 339.6657019. E’ un pranzo per combattere la solitudine, un fenomeno che investe un numero sempre più crescente di cittadini rimasti con troppo silenzio tra le quattro mura di casa. E che invece una comunità viva intende combattere, anche per riuscire a far nascere un sorriso.
Legàmi non bastasse sta cercando di allargare il cerchio, richiamare altre realtà, del volontariato, del terzo settore, comunità come Ozanam e i giovani che ruotano attorno agli oratori di Camerlata, Rebbio e Como Borghi, per irrobustire la compagnia a tavola. Perché ai pranzi di vicinato capita che si siedano vicini un anziano comasco rimasto senza parenti stretti, uno straniero ospite in una comunità, un volontario di un associazione radicata in città e un universitario impegnato sui libri.
«Dalla presenza può nascere una comunità più unita, solidale, capace di sostenersi – dice ancora Lorenzo – un pasto consumato insieme non cambia molto, però offre un’opportunità per cambiare le cose. Pranzo dopo pranzo».
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