Accoltellamento in piazza Volta, c’è un arresto
Tentato omicidio I Carabinieri ammanettano un giovane di 23 anni. Identificato grazie alle telecamere
Lettura 1 min.Como
Le immagini delle telecamere presenti sul posto, in piazza Volta, avevano ripreso tutto. Non una violenta lite, come era parso in un primo momento, ma un “semplice” avvicinamento – senza all’apparenza nulla di particolare – tra due ragazzi che si trovavano in piazza, nella parte dietro dove c’è il parcheggio delle moto, verso la via Rubini.
Il “contatto”, senza una eccessiva animosità apparente, si era però concluso pochi secondi dopo, con uno dei due ragazzi a terra, riverso nel sangue, soccorso da un amico che era intervenuto avvisando le forze di polizia. L’aggressore, autore dell’accoltellamento con almeno due fendenti all’addome, era scappato. Il ferito, 19 anni di origine tunisina, era stato salvato dall’arrivo immediato dei carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Como, che gli avevano applicato una fascia antiemorragica, e poi da quello dei medici del 118 che erano riusciti a limitare i danni partendo a sirene spiegate verso l’ospedale.
Il giovane era finito in Rianimazione con la prognosi riservata, ma si era salvato. Le indagini erano partite subito, con l’ascolto dei ragazzi presenti in piazza a partire dall’amico del ferito, poi anche dall’ascolto delle parole del ferito stesso che non poteva – vista la dinamica dell’accaduto – non sapere nulla dell’accoltellatore. Il resto l’hanno fatto le telecamere di cui abbiamo già scritto, gli spostamenti dei cellulari, e una foto – non di quella sera – in cui il sospettato era ben ripreso, da cui è stato possibile estrarre punti utili al riconoscimento facciale.
Insomma, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Rose, sono riusciti a stringere il cerchio attorno al sospettato, arrivando ad ottenere un nome su cui è stata poi chiesta la misura cautelare in carcere concessa dal giudice delle indagini preliminari di Como.
E’ stato così che in carcere al Bassone, accusato di tentato omicidio, è finito Elsayed Ahmed Mohamed Rabie, egiziano di 22 anni residente in città. E’ accusato di aver inferto due coltellate all’addome del diciannovenne tunisino che solo grazie ai soccorsi velocissimi del 118 e dei carabinieri non hanno finito con l’essere letali.
Il sospettato nelle prossime ore verrà interrogato dal gip che ne ha firmato la misura restrittiva per il grave fatto di sangue che aveva turbato il centro cittadino, in una delle aree calde della movida. Il fatto di cronaca era avvenuto all’1.50 di notte del 7 giugno scorso. L’aggressore era fuggito pochi minuti dopo i fatti e di lui si erano da allora perse le tracce. Non sono invece chiari, al momento, i motivi che avrebbero condotto il giovane egiziano ad accoltellare il tunisino.
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