Accusato di tentato omicidio. Scena muta davanti al giudice

Il caso. Il fatto è avvenuto la notte del 7 giugno in piazza Volta, all’uscita di via Rubini. L’accusato da domenica si trova al Bassone, diversi i punti da chiarire

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Non ha voluto rispondere che l’aveva portato al Bassone, Elsayed Ahmed Mohamed Rabie, egiziano di 22 anni domiciliato a Como in zona Caserme, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il giovane è accusato del tentato omicidio di un ragazzo di 19 anni della Tunisia in piazza Volta e ha scelto di rilasciare solo poche spontanee dichiarazioni in cui avrebbe riferito di essere stato ubriaco e di non ricordare l’accaduto.

Si tratta delle due coltellate all’addome sferrate contro la vittima che era stata salvata solo dall’immediato arrivo dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Como e dai soccorritori del 118. Fatti avvenuti all’una e mezza di notte del 7 giugno, sul retro di piazza Volta, vicino al parcheggio delle moto che all’uscita di via Rubini.

L’interrogatorio era in calendario ieri mattina nel carcere di Albate. La misura cautelare era invece stata eseguita domenica scorsa, dopo che il giovane egiziano - scappato la sera stessa dei fatti - era stato ritrovato alla fermata della metropolitana di Sesto San Giovanni. Le indagini avevano infatti permesso di risalire a lui, impiegato come piastrellista in un cantiere di Milano vicino alla stazione Centrale.

Intanto, prosegue anche il lavoro dei carabinieri e della Procura di Como, con il pubblico ministero Giuseppe Rose, per cercare di dare una spiegazione ai fatti e al movente delle coltellate. Il ferito aveva raccontato di essere stato colpito a sorpresa, ma le immagini della piazza avevano ripreso bene l’accaduto rendendo abbastanza plausibile il fatto che i due non solo si conoscessero già ma che probabilmente già in passato avessero avuto degli screzi. Il video, che dura poco più di un minuto, riprende sul posto quattro persone, due egiziani - compreso il ventiduenne - e due tunisini, compreso il ferito. Stanno da due parti opposte del parcheggio delle moto. Poi l’egiziano – noto come “sardina” - richiama il tunisino che si avvicina ai due egiziani. Parlano per poco, poi partono le coltellate. Nessuna animosità apparente, a dimostrazione di qualcosa di pregresso alla base dell’accaduto.

Mohamed Rabie scappa subito e da questo momento fa perdere le proprie tracce, ritrovato poi solo nei giorni scorsi alla fermata della metropolitana di Sesto. Il ferito cade a terra, con accanto l’altro egiziano e poi, e poi si avvicina anche l’amico tunisino che, vedendo l’accaduto, gli va incontro per soccorrerlo.

L’arrestato, va anche detto, non aveva creato problemi fino a quella sera. Viveva in una comunità cittadina, arrivato in Italia passando da Lampedusa un anno e due mesi prima dei fatti di piazza Volta. Era a Como da poco meno di un anno. Da domenica si trova invece al Bassone, accusato di un grave fatto di sangue. Un’ aggressione su cui sono ancora molti i punti da chiarire, l’arrestato infatti non ha contribuito a fare luce, scegliendo come detto di rimanere in silenzio.

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