Accuse dopo l’incidente chimico alla Tintoria Lariana: «Sistema di allerta inesistente»

Il caso Magatti: «I cittadini erano preoccupati, ma zero comunicazioni da Ats e Comune». Nel quartiere c’è chi ha accusato nausea e forte mal di gola. Gli esperti: «Avvisate il medico»

All’indomani dell’incidente alla tintoria di via Donatori di Sangue, durante il travaso di mille litri di candeggina in una vasca, molti cittadini tra Camerlata e Muggiò hanno lamentato lievi problemi alle vie respiratorie, nausee e cefalee. Gli esperti rassicurano, passato il vento caldo i fumi non possono aver lasciato serie ripercussioni sulla salute della cittadinanza.

Fa però discutere la manca attivazione del sistema di allerta da parte degli enti pubblici e sanitari. Non sono arrivate comunicazioni da parte dell’Ats o dal Comune e i cittadini - avvertendo l’odore acre - si sono comprensibilmente allarmati.

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La sottolineatura

«Ats, Comune e protezione civile non hanno pubblicato una riga di informazione – fa notare l’ex assessore Bruno Magatti – Fatta eccezione per il lavoro dei giornalisti, nessuno si è degnato di dare delle direttive alla popolazione. Tanta gente si è spaventata, respirato l’odore acre si è messa in allarme e si è domandata cosa era meglio fare. Mi pare inaccettabile che il sistema nei luoghi, nei modi e nei tempi deputati non si attivi per dare celeri risposte». Solo sulla pagina Facebook della Polizia locale è comparso giovedì un «avviso alla popolazione» dove si spiegava che su indicazione dell’Ats nelle zone limitrofe era bene limitare l’apertura delle finestre. Ma, come detto da Magatti, serviva una comunicazione ufficiale.

«Non voglio pensare a cosa sarebbe successo se l’incidente fosse stato più grave – dice ancora l’ex assessore – Se questa è la prova della capacità di risposta del sistema di protezione, siamo nei guai». Viviamo in tempi in cui l’allerta, almeno per le emergenze più gravi, dovrebbe arrivare ai cittadini in tempo reale sul cellulare, era stato effettuato anche un test di recente da parte della Regione. Ormai comunque il vento ha spazzato via i fumi tossici. Certo tanti comaschi residenti nella zona non si sono sentiti bene. «Succede di soccorrere pazienti che hanno respirato candeggina e ammoniaca, ma quasi sempre in ambienti chiusi – dice lo pneumologo comasco Claudio Sorino – all’aperto l’esposizione è minore. Ma in caso di mal di testa, vomito o fastidio è bene chiedere al proprio medico o rivolgersi al centro antiveleni (il numero è lo 02.66101029)».

Il centro antiveleni

Secondo Maya Salimova, medico di base con studio in centro, tutto dipende dall’intensità dei fumi respirati e dalla durata dell’esposizione, ma soprattutto dalle condizioni di salute. «Chi ha avvertito l’odore può avere avuto disturbi – spiega – in base alla vicinanza e al tempo trascorso. Dipende poi tutto da paziente a paziente. Un uomo prestante probabilmente non ha problemi, mentre più facilmente gli anziani potrebbero aver lamentato qualche forma di riacutizzazione. Non esistono però antidoti alla candeggina. Quindi ad un asmatico si può suggerire qualcosa per calmare i bronchi, a chi soffre spesso di cefalea si può consigliare per esempio del cortisone. Nel caso il riferimento è sempre il medico di medicina generale». Il Comune con un’ordinanza ha disposto l’interruzione delle attività nella ditta fino alla completa bonifica.

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