Acqua, la bolletta aumenta due volte. Primo ritocco entro l’anno: +9,15%

I nostri soldi. I Comuni votano l’adeguamento delle tariffe che saranno ritoccate anche nel 2027. Il presidente D’Alessandro: «I rincari sono motivati dagli investimenti costanti sul territorio»

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Giovedì il Consiglio provinciale sarà chiamato a votare e deliberare l’aumento della tariffa idrica deciso a maggioranza dalla Conferenza dei Comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale - l’Ato - riuniti a Villa Gallia. Ciò significa che salvo clamorosi ribaltoni la tariffa idrica aumenterà su base biennale (2026-2027) del 9,15% per l’anno in corso e del 9,15% il prossimo anno. Si tratta di un incremento di tutto rispetto che è figlio «di investimenti costanti sul territorio», come rimarcato dal presidente dell’Ato Umberto D’Alessandro.

Nella partita figura anche l’ingresso di Como e di Brunate dal prossimo 1° gennaio in Como Acqua, una volta terminate le rispettive concessioni con il gestore “Le Reti”, Brunate addirittura con due anni d’anticipo rispetto alla scadenza naturale.

In attesa del voto del Consiglio provinciale, il sindaco di Torno Rino Malacrida - che si è astenuto sull’aumento tariffario con una decina di deleghe complessive “in capo”, tra cui anche Erba e San Fermo della Battaglia - fa notare che «il mio non è stato un voto contrario, ben inteso, anche se avrei preferito un’ulteriore riflessione dettata anche dalla partita milionaria legata all’ingresso di Como in Como Acqua, di cui peraltro sono parte del Comitato di Controllo». Il primo aumento, previo via libera del Consiglio provinciale, si concretizzerà già nella prossima bollettazione. Per meglio perimetrare la vicenda (il Comune di Como, rappresentato dall’assessore al Bilancio Monica Doria, ha votato a favore del provvedimento) il sindaco di Torno dice che «prima di votare questo aumento biennale avrei preferito conoscere da Como Acqua i numeri relativi alle proposte di fido offerte dalle banche relativamente ai 100 milioni di euro necessari ad inglobare “Le Reti”, gestore per Como e Brunate. Un tempo eventuali costi supplementari erano coperti dallo Stato o dai Comuni. Dall’evento di Como Acqua tutti i costi vengono gestiti, com’è giusto che sia, dagli introiti relativi alle tariffe dell’acqua che l’utenza paga. Dunque il risultato finale non può che essere in questo caso l’aumento tariffario».

Dal canto suo il presidente dell’Ato Umberto D’Alessandro parla di «astensioni legittime per quel che concerne l’incremento tariffario, anche se gli investimenti sul territorio sono ben visibili e cito da ultimo l’importante intervento realizzato da Como Acqua lungo il primo tratto di provinciale 13 ad Argegno per l’acquedotto della Val d’Intelvi».

«Quest’anno c’è la novità dell’ingresso di Como e così di Brunate in Como Acqua - rimarca ancora D’Alessandro -. Questi aumenti tariffari sono solo frutto degli investimenti che stanno avendo degna concretizzazione. Investimenti costanti e puntuali. Un tempo le Società territoriali erano gestite dai Comuni, che pur prestando attenzione al tema “acqua” non sempre avevano fondi per realizzare lavori corposi. Ora invece questi lavori vengono puntualmente realizzati. Ne va della qualità dell’acqua. “Arera” - l’autorità di regolazione per energia, reti e ambienti - richiede standard qualitativi elevatissimi per l’acqua. Se non vengono garantiti, il rischio è di scivolare in categorie inferiori, con tutto ciò che ne consegue».

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