Addio a Sergio Rigamonti, volto stimato in Camera di commercio
Como Segretario generale dal 1996 al 2007 ha gudato l’ente in una fase di grandi cambiamenti. Solo pochi anni prima aveva seguito da vicino un passaggio storico per il territorio, quello della separazione tra le province di Como e di Lecco
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Con la scomparsa di Sergio Rigamonti, Como perde una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia delle proprie istituzioni e nello sviluppo economico del territorio. Per molti anni protagonista della vita della Camera di Commercio di Como, Rigamonti ha rappresentato un punto di riferimento per amministratori, imprenditori e collaboratori, distinguendosi per competenza e straordinario senso del dovere.
Dopo aver ricoperto il ruolo di Vice Segretario Generale, dal 1° maggio 1996 al 28 febbraio 2007 è stato Segretario Generale dell’ente camerale, guidandone l’attività in una fase di grandi cambiamenti. Già nel 1993 aveva seguito da vicino un passaggio storico per il territorio, quello della separazione tra le province di Como e di Lecco, contribuendo con professionalità e capacità organizzativa a gestire una trasformazione complessa che avrebbe segnato il futuro delle due realtà.
Rigamonti ha lavorato fianco a fianco con diversi presidenti della Camera di Commercio, instaurando rapporti fondati sulla stima reciproca e sulla condivisione degli obiettivi. In particolare, con Marco Citterio contribuì a una stagione di rinnovamento e di crescita dell’ente camerale, caratterizzata da investimenti significativi e da una visione moderna del ruolo della Camera di Commercio al servizio delle imprese e del territorio. Lo stesso spirito di collaborazione e progettualità lo accompagnò anche nel lavoro svolto con Paolo De Santis, con il quale condivise importanti percorsi di sviluppo e consolidamento delle attività camerali.
Ma sarebbe riduttivo ricordare Sergio Rigamonti soltanto per gli incarichi ricoperti e i risultati raggiunti. Chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui ricorda soprattutto l’uomo: una persona di grande spessore umano, capace di coniugare rigore professionale e sensibilità personale. Sempre disponibile all’ascolto, rispettoso delle idee altrui, affrontava ogni responsabilità con discrezione, serietà e profonda correttezza.
La sua autorevolezza non derivava dalla posizione che occupava, ma dalla competenza, dall’onestà e dalla coerenza con cui svolgeva il proprio lavoro. Era una presenza rassicurante.
Rigamonti lascia il ricordo di uno stile fatto di lavoro silenzioso, dialogo e concretezza. Un’eredità preziosa che rimarrà nella memoria di chi lo ha conosciuto e di una città che oggi lo saluta con gratitudine, riconoscendo il valore di una vita interamente dedicata alle istituzioni, alle imprese e alla crescita del territorio comasco.
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