Addio al taglio fisso dei carburanti: come funzionano le accise mobili e quali sono le novità

Prezzi Dal 6 ottobre la riduzione dei prezzi alla pompa non sarà più garantita a monte

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Como

Dopo mesi di proroghe e sconti provvisori sul gasolio, il sistema di supporto contro il caro-carburanti si appresta a voltare pagina. A partire dal 6 ottobre, l’esecutivo accantonerà la sforbiciata fissa sulle imposte di fabbricazione per introdurre in via definitiva il meccanismo delle accise mobili. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire agli automobilisti i proventi dei rincari del petrolio, ma la reale entità dello sconto sui distributori rimarrà legata a stretto filo all’andamento del mercato energetico.

Il principio di funzionamento: come si calcola lo sconto

Il principio base delle accise mobili si fonda su un automatismo contabile: quando la materia prima sale di prezzo, la quota IVA (che è calcolata in percentuale sul valore del carburante) aumenta proporzionalmente, generando per le casse pubbliche un “extragettito” inaspettato. Con questo nuovo modello, lo Stato non interviene più con risorse proprie di bilancio per calmierare il costo dei rifornimenti, ma preleva le maggiori entrate incassate tramite l’IVA e le riutilizza per ridurre temporaneamente l’accisa fissa applicata a benzina e diesel.

Se il prezzo del greggio aumenta: lo Stato incassa più IVA e di conseguenza compensa l’aumento riducendo l’accisa.

Se il prezzo del greggio resta stabile o cala: l’extra-gettito IVA non si genera e lo sconto sull’accisa si azzera automaticamente.

Quanto si risparmierà davvero al distributore?

A differenza delle misure straordinarie adottate in passato, le accise mobili non garantiscono una cifra d’aiuto predeterminata. Le fluttuazioni del costo del carburante determineranno l’effettivo beneficio per gli utenti, che potrebbe variare tra pochi centesimi al litro (ad esempio 2, 5 o 10 centesimi) oppure non scattare affatto qualora i listini dovessero stabilizzarsi. Inoltre, il governo ha definitivamente accantonato l’ipotesi di erogare un bonus carburante una tantum (pari a 100 euro) a favore dei redditi più bassi. Le risorse a disposizione sono state infatti riallocate per coprire altri interventi economici sul fronte della mobilità e dei costi legati ai veicoli.

Il percorso di transizione fino al 5 ottobre

Il passaggio al nuovo regime sarà accompagnato da una progressiva riduzione delle agevolazioni attualmente in vigore sul gasolio. Prima di arrivare al debutto ufficiale delle accise mobili il 6 ottobre, il taglio fisso sul diesel subirà un graduale ridimensionamento (decalage):

Prima fase: Riduzione dello sconto fiscale a 10 centesimi al litro (pari a circa 12,2 centesimi considerando l’IVA).

Seconda fase (dal 26 settembre al 5 ottobre): Ulteriore dimezzamento del taglio a 5 centesimi al litro (pari a circa 6,1 centesimi con IVA inclusa).

Dal 6 ottobre: Ingresso ufficiale nel sistema dinamico delle accise mobili. Se da un lato la misura assicurerà un cuscinetto finanziario in presenza di impennate improvvise del prezzo del greggio, dall’altro affiderà l’importo finale del pieno alla variabilità delle quotazioni internazionali.

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